Siamo nel 2022 e WhatsApp è nelle nostre vite da 13 anni. Nel 2019, dieci anni più tardi, è arrivato WhatsApp business.

Ça va sans dire, il WhatsApp marketing ha impiegato ben poco a svilupparsi, entrando a far parte della strategia di marketing di moltissime aziende.

La grande rivoluzione compiuta da Internet nel mercato è legata alla disintermediazione: aziende e clienti possono comunicare in modo agile e veloce senza dover fare i conti con la terrificante musica d’attesa del call center di turno. WhatsApp business ha contribuito ad abbattere l’ultima barriera tra l’azienda e le persone.

 

 

 

 

WhatsApp business, uno strumento chiave per la tua strategia di marketing online

Ti basta inserire il contatto WhatsApp nel tuo sito e le persone percepiranno la tua azienda come disponibile e aperta al dialogo, cosa che amano molto. Avere un profilo su WhatsApp business ti permette inoltre di mostrare il link al sito web, gli orari di apertura, l’indirizzo della tua attività – che sarà visualizzato direttamente su Google Maps, di lì ad avviare il navigatore sono zero secondi. I tuoi contatti potranno inoltre cliccare sull’icona del negozietto in alto a destra per acquistare i tuoi prodotti.

 

 

 

Cosa puoi farci

Sono tante le funzioni che puoi impostare, ad esempio puoi mandare un bel messaggio di benvenuto automatico a chi chatta con te per la prima volta. Oppure, se stai andando in ferie, puoi avvisare i tuoi contatti che per qualche settimana dovranno fare a meno di te e dei tuoi servizi.

Se la tua azienda non ha ancora un account business perché all’idea di dover rispondere a milioni di domande ti mette l’ansia (come biasimarti!), no panic, ci sono le risposte rapide. Puoi impostare una serie di risposte alle domande più frequenti e scegliere la più adatta digitando un solo tasto.

Un altro aspetto per il quale vale la pena usare WhatsApp è l’accesso alle statistiche per controllare quanti messaggi sono stati inviati, letti e ricevuti e catalogare contatti e chat con etichette.

 

 

 

 

Inserire WhatsApp business nella tua strategia di marketing, esempi

  • Inviare offerte speciali, anzi esclusive, per potervi accedere è necessario iscriversi alla tua lista di contatti. Un ottimo modo per aumentare gli iscritti, non trovi?

  • Creare concorsi, giochi e contest fantasiosi per coinvolgere le persone sfruttando l’incredibile, intramontabile e transgenerazionale appeal dei giochi

  • Inviare informazioni sui servizi

  • Gestire le prenotazioni, molto utile per ristoranti, saloni di bellezza, centri massaggi eccetera, specialmente in epoca Covid!

  • Customer care, permettere alle persone di chattare direttamente con un rappresentante dell’azienda è un gesto che agli occhi del tuo pubblico non ha prezzo.

 

 

 

 

A cosa stare attenti quando si fa WhatsApp marketing

Te lo dico fuori dai denti: non rompere le scatole. Come abbiamo visto nella breve panoramica qui sopra, il caro Zuckerberg ha messo a disposizione di imprenditori e aziende uno strumento dai fenomenali poteri cosmici. Come ogni potere, però, va gestito e amministrato con estrema attenzione.

 

Il fatto che tu possa raggiungere il tuo potenziale cliente in modo straordinariamente diretto, attraverso la stessa app che usa per chattare con la mamma è incredibile. Ma tu non sei sua mamma, e nemmeno uno dei suoi cugini o parenti autorizzati genealogicamente a farsi sentire quando gli pare.

 

Usa il buon senso quando pianifichi la tua strategia

 

Prima ancora di lanciarti nell’esplorazione delle infinite possibilità offerte da questo pericoloso strumento, soffermati sulle persone e su cosa significa per loro WhatsApp. Siamo abituati a trovare centinaia di sponsorizzate nel nostro feed Instagram, su Facebook e TikTok, tra i risultati di ricerca di Google. WhatsApp però si trova su un altro livello, diversamente dai canali citati, la sua influenza è più vicina alla sfera privata che pubblica. È bene valutare questo elemento quando pianifichi la tua strategia di WhatsApp marketing, il rischio di risultare invadenti è altissimo.

 

Affinché le persone non si sentano disturbate è molto importare misurare la temperatura dei tuoi contatti

 

Non puoi approfittare del fatto che una persona ti abbia scritto una volta per chiederti se quel pomeriggio la tua attività era aperta, o se erano disponibili tot dei tuoi prodotti per tale data o se esiste una versione vegan delle tue bellissime borse per trattarli come fossero follower. Non è gente che ti segue, è gente che ti ha contattato per un’informazione.

Se, in un ipotetico albero genealogico, i tuoi follower sono fratelli e cugini. La gente che ti ha contattato una volta per chiederti un’informazione corrisponde alla tua bis bis bis bis bis bis bis prozia, parente acquisita da parte di chi-non-so che abita in Argentina da chi-sa-quando.

 

 

 

 

Storia di vita vera in arrivo in 3, 2, 1…

Per San Valentino quest’anno, col mio fidanzato abbiamo deciso di andare finalmente a mangiare ramen in un ristorante super carino e conosciuto in centro a Cagliari. Ho cercato il numero di telefono su Google, e ho visto che per prenotare avrei dovuto compilare un form.

È stata una bella esperienza: mi hanno chiesto cosa avrei voluto mangiare, se fossi allergica, adesso non ricordo con precisione perché sono passati mesi, ma la mia sensazione era che questo sistema fosse estremamente curato. Da cliente mi sono sentita trattata bene e ho pensato che questi ristoratori stessero facendo davvero un buon lavoro nel gestire la propria attività nel 2022.

 

Dopo aver inviato la prenotazione ho ricevuto su WhatsApp un messaggio che mi diceva di salvare quel numero in rubrica, poi avrei ricevuto l’esito della prenotazione.

Fatto.

Conferma prenotazione giunta, con tanto di link al menu, per stuzzicarmi l’appetito.

Ah, che bel servizio clienti, che cura, che modernità, ero proprio soddisfatta, questo me lo ricordo bene.

Io e il mio fidanzato ci siamo recati felicioni al ristorante all’orario stabilito, siamo stati accolti col sorriso, serviti e riveriti: tutto buonissimo, tutto bellissimo.

 

Il giorno dopo era sabato, stavo andando da qualche parte a godermi il weekend con i miei amici, quando tlintlin! Squilla il telefono. Era il ristorante: mi ringraziava per la visita, si augurava che io e il mio fidanzato ci fossimo trovati bene e mi chiedeva di compilare un questionario in cambio di un premio, di cui avrei scoperto la natura alla fine del sondaggio.

Ah, che bel servizio clienti, che cura, che modernità – era sabato, ma pazienza – ho deciso di compilare il questionario con entusiasmo e anche un po’ di curiosità per il premio segreto.

 

Finito il questionario mi arriva un altro messaggio di ringraziamento in cui mi è stato svelato quale sarebbe stato il premio e a quali condizioni avrei potuto riceverlo. Bella iniziativa.

 

Solo che a me non piace andare spesso al ristorante, ho altro da fare nella vita che andare a mangiar fuori, quindi sapevo benissimo che del loro premio non me ne sarei fatta niente, tornare allo stesso ristorante nel giro di 15 giorni per me è impensabile, non dico impossibile, ma chi se ne frega, non stiamo qui a parlare delle mie abitudini.

 

E poi niente, ogni tot ricevo un messaggio su WhatsApp per informarmi sulle ultime novità di quel ristorante – che mi piace sempre tantissimo – ma uffa. Mi annoia che mi scrivi su WhatsApp così. Caro Mario (nome di fantasia) facciamo che se vorrò tornare da te controllerò sui social cosa proponi quel giorno, e se vorrai inviarmi delle pubblicità mi metterai in target nelle tue sponsorizzate Instagram. Io ti voglio bene Mario, ma non siamo parenti. I messaggini WhatsApp con le ultime fantastiche trovate no, non ho voglia.

 

Morale della favola

Chiediti sempre quali emozioni prova il tuo cliente rispetto alle tue attività di marketing.
 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM The Ramen Girl.

 

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