Che tu sia o meno un artista, a un certo punto della tua vita ti sarai ritrovato davanti un foglio bianco su cui hai disegnato qualcosa. Avrai preso una matita e via, parti con una linea che poi si trasforma in forma, poi magari, preso dal momento, decidi anche di colorare l’albero che hai malamente tracciato e alla fine ti firmi pure in fondo al foglio, così che tutti sappiano a chi appartiene l’opera. Ecco, senza saperlo, con un gesto così semplice, hai utilizzato alcuni degli elementi cardine del Design. 3 su 6 in particolare.

Ora però, ci tocca citarli tutti, tipo 10 Comandamenti, se no il Dio del design (si vocifera sia Gae Aulenti) si prende malissimo.

 

 

 

 

  1. Linea

Che sia sottile, spessa, sfumata, tratteggiata, nera o colorata, la linea è il primo passo nella costruzione di un design. Per quanto possa sembrare un elemento basico, il tipo di linea che scegliamo aiuta a dare il mood giusto al nostro progetto. Pensiamo ad esempio di dover realizzare il design di un sito web che vende prodotti artigianali hand made, utilizzare una linea grezza che dà l’effetto di essere stata disegnata a mano, rimanda subito l’osservatore alla dimensione della manualità e alla materialità. Le linee quindi danno carattere al nostro web design.

La linea inoltre, costituisce un elemento essenziale del web: le icone. Le icone sono i punti di riferimenti che ci permettono di orientarci sul web e sono essenziali per strutturare il nostro percorso in app, siti web e prodotti multimediali. E sì, sono costituite da linee.

 

 

  1. Forma

Una forma si ottiene unendo più linee e possono essere di vario tipo. Ci sono infatti le cosiddette forme positive, che sono quelle forme che il graphic designer decide di progettare e tracciare e le forme negative, con cui si intende le forme che si creano spontaneamente attorno alle figure del progetto.

Le forme possono essere utilizzate per dare enfasi. Racchiudere una figura in una forma infatti, sposta l’attenzione dello spettatore all’interno della forma stessa. Allo stesso modo delle linee, inoltre, possono essere colorate o meno, essere riempite da motivi grafici oppure avere solo un contorno.

 

 

  1. Colore

Il colore è uno degli elementi visivi più malleabili. Ci sono infatti tantissime variabili su cui si può giocare quando si tratta di colori:

  • la tonalità data dalla lunghezza d’onda che il colore assume all’interno dello spettro ottico della luce;

  • la luminosità ovvero la quantità di bianco e di nero presente nel colore. Spostando i valori della luminosità è possibile creare varietà utilizzando anche un solo colore, aggiungendo contrasti e profondità al nostro design.;

  • la saturazione e cioè la purezza, l’intensità del colore;

  • i colori caldi, che danno una sensazione di calore e tendono ad avvicinare l’osservatore oppure i colori freddi, che suggeriscono più distacco;

  • la psicologia del colore, poiché ogni colore ha un suo significato specifico determinato dalla cultura in cui siamo inseriti e suscita determinate emozioni.

Restando nel web design, il colore può essere utilizzato nelle icone, nelle illustrazioni, nel corpo del testo e nelle fotografie. Allo stesso modo delle forme, il colore può spostare l’attenzione da un contenuto a un altro e sottolineare la rilevanza di una specifica parte. Per alcuni brand inoltre, il colore ha preso una tale rilevanza da diventare identitario. Se pensiamo a Facebook non possiamo non pensare al blu del suo logo, allo stesso modo non possiamo non collegare il rosso alla Coca Cola. Sono associazioni indirette che si sedimentano nei nostri cervelli.

Non pensiamo al colore solo come un orpello per un sito web, ma anche come uno strumento per guidare il fruitore. Spesso i colori sono utilizzati per mettere in risalto le Call to Action, portare l’utente quindi all’azione.

 

 

  1. Tridimensionalità

Il Design 3D è diventato negli ultimi anni sempre più popolare, ma anche più accessibile e utilizzato. Quando parliamo di Design 3D, non parliamo di foto, ma di un’illustrazione realizzata attraverso una tecnologia che permette di creare un visual tridimensionale. Non è raro trovare landing page in cui troneggia un oggetto di cui è possibile percepire chiaramente la profondità e di cui è possibile vedere vari lati dopo una sola occhiata.

A sfruttare il colpo d’occhio dato dalla tridimensionalità, sono quei brand che presentano i loro prodotti tramite Mockup. In questo modo il fruitore si trova davanti a una rappresentazione reale del prodotto, senza però doversi interfacciare con una semplice foto.

 

 

  1. Texture

La texture è quell’elemento che ci permette di dare carattere e personalità alla nostra illustrazione. Una volta che abbiamo stratificato linee, forme e colori, la texture ci aiuta a dare identità e senso al nostro design. Si tratta semplicemente di una trama che possiamo applicare per dare un determinato effetto al nostro progetto. Possiamo sfumare un elemento di un’illustrazione, aggiungere un’effetto pennellata, grana, ma anche allontanarci da uno stile più grezzo e sfruttare la texture per dare un effetto metallico, oppure ancora aggiungere forme sfumate per dare uniformità cromatica al design.

 

 

  1. Spazio

L’assenza è tanto importante quanto la presenza. Se infatti è importante trovare elementi accattivanti per il nostro design, è anche essenziale sapere quando schiacciare un paio di volte il tasto invio e lasciare spazio. Lo spazio infatti è a livello visivo un semplice vuoto, ma durante la fruizione è una pausa, un modo per organizzare i contenuti e un espediente per creare equilibrio. Un web design che utilizza tutto lo spazio che ha a disposizione risulterà ordinato e pulito, dando un senso di chiarezza e ordine al fruitore.

 

 

 

Questi 6 elementi vengono spesso visti come degli automatismi, come elementi che vengono regolati ad occhio. Conoscerli a fondo però permette di comprendere quanto una buona e soppesata regolazione della luminosità di un colore o la giusta texture possano rendere un semplice web design, un web design ad effetto ed efficiente.
 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità.

 
 
 
 
 
A cura di: 

Federica Liguori, sarda di nascita, viene impiantata in Emilia dove studia Scienze della Comunicazione all’Università di Bologna. Tra un treno regionale e l’altro si diverte a fare montaggi video musicali e scatta foto a sconosciuti.

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