Eccolo, puntuale come sempre, il Natale. Puoi amarlo o odiarlo, non gliene frega niente. Io non l’ho ancora capito cosa provo nei suoi confronti. Ma se penso alle vacanze di Natale della mia infanzia ho un bel ricordo del momento in cui, tra un pranzo e l’altro, una visita ai parenti e l’altra, mi mettevo a leggere davanti al fuoco. Non avevo compiti da fare, non c’era scuola, non dovevo andare in palestra. Ero libera di farmi i fatti miei. Una sensazione bellissima che cerco di ricreare ogni anno.

Comunque, chiusa la parentesi amarcord, i messaggi che vorrei lanciare al mondo questo martedì sono due:

1) le vacanze natalizie sono un ottimo momento per leggere

2) regalare un libro è sempre un’ottima idea.

Quindi cosa ho fatto? Ho chiesto ai miei colleghi in Dirty Work di raccontarmi due libri che sono stati importanti per loro per qualche motivo. Non ho voluto imbrigliarli mettendo loro troppi paletti, volevo che mi parlassero di due libri che li hanno fatti emozionare o li hanno ispirati, sia nel lavoro che nella vita.

Inizio con Enzo, il nostro direttore creativo.

Il primo libro è un libro di narrativa.

La mia lunga strada dall’inferno (titolo originale: The Long Hard Road Out of Hell) di Marilyn Manson e Neil Strauss, 1998.

Si tratta della biografia di Marilyn Manson, se sei fan del Reverendo l’hai letto di sicuro. È un libro crudo, Enzo lo definisce “grottesco divertente e politicamente scorretto” lui lo ama per le emozioni forti e contrastanti che è riuscito a trasmettergli. E anche perché gli ricorda delle sue nottate in sala prove, delle serate in cui si pogava duro… e di quella volta che era andato con gli amici a un suo concerto e un giornalista di Studio Aperto chiese loro se fossero satanisti. Ma era chiaro che pensava che lo fossero, come tutti i fan del Reverendo secondo i ben pensanti.

Di certo la scelta di parlare di un libro del genere a Natale non è comune, però la creatività ha bisogno di spaziare, di nutrirsi del mondo, perché la vita ha molteplici sfaccettature e lati oscuri che non possiamo ignorare; Milan Kundera nel suo saggio Sul Romanzo dice che la conoscenza è l’unica morale del romanzo. Entrare, anche solo per 300 pagine, nella vita di un altro e viverla attraverso le parole è sicuramente un’esperienza catartica. Fammi sapere se te la senti.

Il secondo libro è più ortodosso, si tratta di marketing. Anche questo è un libro datato, ma non vi voglio parlare delle ultime uscite in libreria, voglio raccontarvi i nostri libri. Tra quelli da cui Enzo è stato ispirato c’è La mucca viola, famosissimo best seller di Seth Godin. È un libro del 2002, ma non sente il peso degli anni. Per Enzo è stato un libro cruciale, sia perché l’ha letto quando stava iniziando la sua vita da freelance, sia perché gli ha spiegato che prima ancora di buttarsi nel mondo del marketing è necessario riflettere su chi sei e su come vuoi essere percepito.

Veniamo alla prossima dirty worker, la nostra digital strategist Tiziana, con lei voliamo a San Pietroburgo per un’avventura che dura quattro notti, in cui un sognatore e una giovane si incontrano sullo sfondo di una magica San Pietroburgo. Le notti magiche di Dostoevskj è il libro che ci consiglia per questo Natale 2021. Sono notti bianche, in cui la luce perdura a lungo, fatte di confessioni, promesse e illusioni che ripercorrono in una grande metafora l’andamento della vita intera.

Il secondo consiglio di lettura o il secondo libro da regalare a un amico creativo secondo Tiziana, si intitola We should all be Millionaires, di Rachel Rodgers. Una rivisitazione di We should all be feminists, scritto da un’autrice che vede l’empowerment femminile passare anche attraverso il miglioramento del proprio benessere economico. Un libro interessante per la nuova imprenditoria femminile.

Grazie Tiziana, questo me lo segno!

Tra i consigli di Nicoletta, social media manager, (è lei che gestisce il nostro profilo Instagram a proposito, tu lo segui? Sì? Bene. No? Click), inizio con Una stanza tutta per sé di Virginia Wolf. Un grande, grandissimo classico. Con fare provocatorio ho chiesto a Nicoletta: “perché lo consigli?”

“Perché lo consiglio?”, fa lei sgranando gli occhi. “Perché fa riflettere. Non solo sulla condizione femminile, ma anche su quanta forza si possa generare dalla passione. Penso di essere diventata femminista dopo aver letto questo libro, ero adolescente, forse 14 anni”.

Hai già letto Una stanza tutta per sé di Virginia Wolf? Rileggerlo è sicuramente un’ottima idea, e anche regalarlo, chissà quante molle può ancora far scattare!

Il secondo libro di Nicoletta parla sempre di passione. In questo caso per l’arte, si intitola Mi chiamo Charles Saatchi e sono un artolico. Di Charles Saatchi, il collezionista “più influente della nostra epoca” (dice il risvolto del libro). Quando capita a Londra Nicoletta ama perdersi alla Saatchi Gallery, dice che si arrovella tantissimo sul come quelle opere siano finite lì: un sacco di domande e nessuna risposta. Nel libro invece qualche risposta l’ha trovata. Ci consiglia questo libro perché parlando del valore dell’arte, parla un po’ anche del valore della comunicazione.

 

 

Adesso tocca a me. Facciamo che per bilanciare le scelte dei miei colleghi sceglierò qualcosa di recente, di local, di leggero-anzi-leggerissimo. Io vi consiglio: Isla Bonita. Amori, bugie e colpi di tacco, romanzo d’esordio di Nicola Muscas, uscito quest’estate. Il romanzo è ambientato in quel locus amoenus che è la città di Cagliari, in particolare sul lungomare del Poetto. In copertina una giovane donna che lo percorre sui pattini, e già mi si scalda il cuore pregustando il nuovo arrivo della bella stagione. Non voglio raccontarvelo, parla di calcio, di un calciatore in particolare (il Gordo: “il Gordo ha desiderato e rubato la donna d’altri, ha disonorato il padre e la madre, ha pronunciato infinite volte il nome di Dio invano…) e del suo fisioterapista. Poi c’è una chicca sulle figure di merda… davvero, leggetelo.

Infine, un saggio bellissimo ed emozionante (non è esattamente una lettura leggera, ma sicuramente molto scorrevole), dell’aprile 2021. Si intitola Il mostruoso femminile. Il patriarcato e la paura delle donne. Di Jude Ellison Sady Doyle pubblicato da Tlon, casa editrice molto interessante. “Se un mostro è un corpo spaventoso perché fuori controllo, una donna mostruosa è una donna libera dal controllo dell’uomo” (anche qui, cit. risvolto del libro). Voi avete mai avuto paura leggendo un saggio? A me è capitato solo con questo, però ne vale la pena. Parla di figlie, mogli, madri e cattive madri protagoniste delle storie che hanno segnato la cultura occidentale, spostando la prospettiva e facendoci vedere come ciò di cui dobbiamo preoccuparci è prima di tutto il patriarcato. Anche io sono femminista.

Adesso tocca a te: quali sono i libri che ti hanno ispirato e che vorresti consigliare? Diccelo nei commenti!

 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Una poltrona per due.

 

Segui il flow

come scrivere gli auguri di natale aziendali nel 2021
 
I persuasori occulti di Vince Packard, appunti sul libro

LASCIA UN COMMENTO