Dopo l’estate, in cui ci siamo tutti rilassati un po’, forse anche troppo, il numero di contagi da Coronavirus torna a salire e le nostre attività ne risentono.

Sperando di non essere solo un’altra voce che si unisce al coro, ho deciso di dedicare anche io un articolo al caso Covid-19.

 

Qualche giorno fa sono rimasta colpita da un post che un’attività di Cagliari ha pubblicato su Instagram. Si chiama Sa Seada, ha aperto da poco ed è specializzata in seadas, ravioloni fritti ripieni di formaggio fresco e ricoperti di miele (Oddio!). Siccome lavorano soprattutto la sera, a seguito dell’ultimo DCPM hanno deciso di restare chiusi per un mese. Leggendo il post mi sono dispiaciuta, perché la loro attività stava andando bene e stava ottenendo i primi riconoscimenti, ma sarebbero rimasti chiusi per un mese. In questo post chiedevano aiuto.

 

Visto che sono tante le realtà che condividono questo destino ho pensato che piuttosto che dispiacermi e basta potrei parlarti di brand awareness

 

Già durante lo scorso lockdown le attività si sono inventate tantissimi modi per stare accanto ai propri clienti. Forse non ne avevano piena consapevolezza, ma quello che stavano facendo era aumentare la notorietà del proprio marchio, la propria brand awareness per l’appunto.

 

 

 

 

Brand awareness che cos’è

La brand awarness è letteralmente la percezione che le persone hanno di un marchio, quanto lo conoscono e cosa ne pensano. La notorietà di un brand è misurabile attraverso la piramide di Aaker, in soldoni se alla domanda: “le persone conoscono il tuo marchio?” La risposta è: “no” male, se è: “ne ho sentito parlare” va già meglio, se la risposta è “certo!” buono, se il tuo è addirittura il primo brand che viene in mente quando si parla di una determinata tipologia di prodotti (quella di cui ti occupi – si spera) complimenti, sei in cima alla piramide!

 

Piramide della brand awareness

 

Da qui si capisce quanto sia importante occuparsi della brand awareness per aumentare e fidelizzare la clientela.

 

 

 

 

3 idee per coltivare la brand awareness ai tempi del coronavirus

Purtroppo, o per fortuna nessuno resterà secco per l’originalità di queste idee, molte le hai già viste o messe in atto durante il lockdown che ci ha costretti a casa. Ma forse non si ha piena consapevolezza delle conseguenze positive di queste azioni. Agire istintivamente come in tanti hanno fatto è bene, avere cognizione delle conseguenze delle proprie (buone) azioni è meglio. Creare una piccola strategia per definire, pianificare, gestire queste azioni può lanciarti dritto dritto in cima alla piramide di Aaker.

 

 

 

 

Raccontare alle persone chi c’è dietro la tua insegna

Ci sono tante cose che puoi fare per migliorare la percezione della tua attività. Nel mondo della comunicazione si dice che sono azioni finalizzate a condividere la brand identity, ovvero ciò che ti rende unico. Uno di questi è raccontare chi sei. Ogni attività nasce da una storia personale, trovare le parole per raccontarla non sempre è facile, ma non serve essere perfetti, se la tua attività è presente sui social puoi postare delle immagini significative e raccontare periodicamente qualcosa di te, da dove viene la tua idea, quali sono i tuoi valori, dove trovi l’entusiasmo per andare avanti, perché hai deciso di fare quello che fai così come lo fai. In questo modo farai conoscere alle persone chi c’è davvero dietro l’insegna del tuo locale, o della tua azienda, o agenzia e impareranno a conoscerti, affezionandosi.

 

 

 

 

Condividere i tuoi valori

Proprio come le persone anche le attività hanno dei valori. Quelli della tua azienda coincidono con ciò in cui credi, magari non hanno direttamente a che fare con ciò che vendi, ma sono legati al modo in cui fai quello che fai, e sono condivisibili. Questa cosa dei valori la spiega benissimo Gioia Gottini:

Se dico Coca-Cola, tu a cosa pensi? Ovviamente a lattine e bottigliette, quindi ai prodotti Coca-Cola, ma non solo: forse ti vengono in mente pubblicità del passato, momenti personali in cui hai usato la Coca-Cola, slogan, messaggi pubblicitari, colori e atmosfere. Indirettamente stai anche pensando a concetti più astratti, come: «famiglia, feste, pizza con gli amici, estate, scelta classica, digestione, buffi esperimenti su Internet, canzoni di Vasco Rossi, innumerevoli film e telefilm». Bene, l’insieme di tutti questi elementi – e soprattutto i valori che esprimono in sottotraccia (l’amicizia, la condivisione, il divertimento, l’appartenenza di diritto alla cultura popolare, e quindi il senso di «familiarità» del prodotto) – è il «brand» Coca-Cola.

Gottini, Gioia. Tutto fa branding: Guida pratica al personal branding (I Prof) (Italian Edition). Zandegu. Edizione del Kindle.

 

Rifletti sulla tua attività, quali sono i valori in cui credi e che animano ciò che fai? Crea dei contenuti per i tuoi canali e condividili con il tuo pubblico, questo farà in modo che le persone si identifichino con ciò che fai e avranno la percezione del tuo impegno e della qualità dei tuoi prodotti.

 

 

 

 

Prova a renderti utile condividendo dei video tip o semplicemente facendo loro compagnia

Soprattutto per le attività dove le persone trascorrono il tempo libero, dai ristoranti, ai pub, alle palestre, ai parrucchieri un’altra idea per migliorare la brand awareness potrebbe essere quella di realizzare contenuti utili per i tuoi clienti. Alzi la mano chi durante il lockdown non ha seguito qualche workout su YouTube, o visto un video Instagram di qualche influencer che spiegava come cucinare il banana bread o qualche impiastro simile…

 

Non sai da dove cominciare? Raccogli un po’ le idee, siediti e prendi carta e penna e chiediti: cosa piace ai miei clienti? Cosa gli mancherà ora che non possono venire a trovarmi in negozio? Quali curiosità hanno? C’è qualcosa che posso insegnare? Crea dei contenuti che possano rispondere a queste domande, organizzali in rubriche e studia un calendario editoriale in modo da pubblicare periodicamente contenuti riconducibili a uno stesso filone.

 

 

 

 

Crea la tua strategia

Una volta che avrai deciso quali temi affrontare, e con quale tipologia di contenuti (articoli per il tuo blog, post Facebook o Instagram, video per YouTube, direct, reel) potrai creare un contenuto in cui racconti la tua storia, tre o quattro dedicati uno a ciascun valore che anima il tuo lavoro, altri in cui rispondi alle domande frequenti che ti rivolgono, o in cui dai consigli su come fare… il pane se hai una panetteria, un’acconciatura se fai il parrucchiere etc.

 

Adesso assegna un giorno di pubblicazione a ogni contenuto, ad esempio il martedì potresti pubblicare un contenuto riguardante la tua storia e i tuoi valori, il giovedì rispondere a una domanda frequente e sabato cimentarti in un tutorial…

 

Ti ricordi cos’ha detto la volpe al Piccolo Principe?

Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità!

 

Senza esagerare, non vogliamo che nessuno si inquieti e si agiti, ma stabilendo un giorno e un’ora in cui i tuoi contatti potranno trovare nuovi contenuti creerai un’abitudine che rafforzerà il vostro legame.

 

 

 

Vedere delle opportunità nelle difficoltà è un modo per essere resilienti, se riuscirai ad essere organizzato, costante e pubblicherai contenuti utili e interessanti per il tuo pubblico, anche se non ti porterà introiti sul momento, starai lavorando per migliorare la tua brand awareness. Così quando riprenderai la tua attività avrai una base di clienti che ti conoscono meglio e ti stimano oltre che per ciò che fai anche per ciò che sei e che rappresenti.

 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM La scoperta.

 

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