Gli auguri, i regali, i pranzi e le cene con i parenti che odiamo. Lo sappiamo tutti. Quando si avvicina il giorno di Natale l’ipocrisia sale alle stelle e bisogna far di tutto per sperare che tutto passi in fretta, e nel modo più indolore possibile. Ma perché, per una volta, non fare emergere il Grinch che è in noi e rovinare il Natale a qualcuno che conosciamo, magari con un bel libro che gli faccia traballare l’esistenza?
Un caffè, auguri e riflessioni sui libri per “rovinare” il Natale
Qualche giorno fa, prima che l’ufficio si svuotasse per le festività, io, Martina e Eugenio ci siamo ritrovati davanti a un caffè fumante per scambiarci gli auguri. L’atmosfera era quella tipica di dicembre: lucine che luccicano sulle scrivanie, voci che si rincorrono tra i progetti da chiudere, e un’irrefrenabile voglia di rallentare i ritmi. Tra una battuta e l’altra sul Natale, con i suoi immancabili pranzi familiari e l’onnipresente panettone, la conversazione ha preso una piega insolita.
“Se dovessi scegliere un libro per rovinare il Natale a qualcuno, quale sarebbe?”
Ho chiesto ad ognuno di loro, con la serietà con cui generalmente affronto le tematiche più profonde. E così, quasi senza accorgercene, ci siamo ritrovati a raccontare quali letture potrebbero sconvolgere, nel bene o nel male, l’atmosfera festosa.
Un libro è il miglior regalo sgradito di sempre
Partiamo dal presupposto che, secondo me, è complicato regalare il libro giusto alla persona giusta. E questo non lo penso perché abbia dei dati oggettivi alla mano, ma perché so quanto è difficile regalare a me un libro che mi piaccia. Divoro saggistica filosofica da prima della laurea in Filosofia, e non sono nemmeno propenso a leggere tutta la letteratura filosofica. Ad esempio, anche se ci ho provato (e continuo a provarci), la filosofia esistenzialista, più che farmi riflettere, mi innervosisce. Allo stesso tempo, la filosofia analitica mi fa uscire fuori di testa dopo poche pagine, anche se la trovo affascinante, perfino poetica. Quando si tratta di narrativa, invece, forse le cose sono addirittura peggiori. Non leggendone tanta, deve essere di qualità assoluta. Non tanto per le storie, ma per il modo in cui sono raccontate. Per citare Queneau, io amo gli esercizi di stile. Così, mentre riflettevo su queste cose, mi sono domandato:
Se dovessi rovinare il Natale a qualcuno con un libro, quale sarebbe?
E qua la riflessione richiede attenzione. Perché le cose, anche sgradite, vanno fatte bene. Non si tratta di regalare un “romanzo brutto”, qualche best seller da supermercato. No, a mio avviso la faccenda dovrebbe essere ben più subdola:
bisogna regalare un libro possibilmente meraviglioso, un capolavoro della letteratura alla persona giusta. Cioè alla persona sbagliata.
Naturalmente, per rispetto della privacy e della mia reputazione, mi limiterò a citare il libro ma non la persona. Il capolavoro che a me viene in mente è Delitto e Castigo di Fëdor Dostoevskij. È un libro la cui bellezza narrativa non è sostenibile da tutti, me compreso. Gli autori russi della seconda metà dell’Ottocento, poi, non è che ci andavano proprio leggeri. Quest’opera la considero personalmente il perfetto cammino del cristiano, in cui il protagonista, Raskòl’nikov (già solo per i nomi, a mio avviso, è un libro che rovina il Natale), da peccatore si pente fino a redimersi, dopo un duplice omicidio. Quindi sì, lo regalerei a qualche buon cristiano che pensa di meritarsi il paradiso ma che in realtà vive ipocritamente la propria vita, coltivando la propria salvezza, in questo e nell’altro mondo, anche a scapito di chi lo circonda.
Lezioni di inclusività a parenti sgraditi | Una guida pratica
Martina, social media manager del nostro team, ha una prospettiva diversa, ma ugualmente interessante. Durante la conversazione ci ha raccontato di un Natale del 2017, quando regalò a sua sorella un libro particolarmente originale. La sua scelta aveva una missione ben precisa: far riflettere su temi di inclusività e sulla bellezza delle diversità familiari. Il regalo, pur accolto con entusiasmo dalla sorella, generò reazioni contrastanti tra i presenti. Ma Martina era irremovibile:
“Se un Natale così è considerato rovinato, allora spero che sia rovinato ogni anno.”
Sbam. Silenzio sin sala. Martina poteva godersi in quel momento l’ammirazione mia e di Eugenio, che la guardavamo con fierezza e orgoglio. Le sue parole hanno fatto eco tra noi, sottolineando quanto un libro possa fare più che intrattenere. Ad esempio rovinare un Natale. Può insinuarsi nella mente di chi legge, aprire domande e sfidare convinzioni radicate. È questo il potere dei libri, dopotutto. Il libro è di Francesca Cavallo, se si intitola Elfi al quinto piano. Aiutanti di Babbo Natale 1, parenti sgraditi 0.
Odi et amo: il rapporto complicato di Eugenio con il Natale
Eugenio, il nostro web developer, ha invece portato sul tavolo una prospettiva più personale. Ci ha raccontato del suo rapporto complicato con il Natale, oscillante tra odio e amore. Nel tempo, ha trovato conforto nella lettura di libri che affrontano grandi domande e riflessioni sulla vita. Ci ha suggerito Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani, un viaggio nel bene e nel male del nostro tempo, che non lascia spazio a facili illusioni natalizie.
L’importante è rovinare il Natale
Così, quel semplice caffè pre-natalizio si è trasformato in una riflessione collettiva sul potere della lettura e sulla capacità dei libri di lasciare un segno, anche quando “rovinano” qualcosa. In fondo, forse rovinare il Natale non è poi così male, se il risultato è far riflettere chi ci sta intorno.
IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Terrifier 3.
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