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Quando ho presentato questo articolo alla redazione di Dirty Work, il nostro direttore creativo, Enzo, mi ha guardato un po’ perplesso. Probabilmente stava cercando di capire se fossi a) serio, b) ironico, c) impazzito, d)…
La d) la potrete compilare voi dopo la lettura.
Dopo un breve scambio di suoni gutturali senza senso abbiamo deciso di pubblicarlo senza chiederci il perché.

Per introdurre quanto leggerete, inizio dando dei numeri che se per caso li giocaste al lotto e vi trovaste a vincere, non varrebbe la pena di proseguire la lettura perché a questo punto verrebbe meno il senso dell’articolo.

 

Vi anticipo che tra qualche mese anche io entrerò a far parte della grande categoria degli Operatori Olistici per cui la crisi (e l’entusiasmo) di cui vi parlerò è in pieno atto

 

I numeri in questione sono i seguenti, subito dopo il nome: Luca 19, 45-48.
45 Entrato poi nel tempio, cominciò a cacciare i venditori, 46 dicendo: «Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!».
47 Ogni giorno insegnava nel tempio. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popolo; 48 ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole.

Ora, se parliamo di Gesù inteso come figlio di Dio, oppure addirittura egli stesso Dio disceso in terra per la salvezza del genere umano non possiamo fare altro che alzare le mani in segno di resa e decidere se essere d’accordo o meno con i circa 1400 milioni di battezzati nel mondo. Diverso è però se intendiamo un Gesù Maestro, umano, cosciente e consapevole che gira il mondo portando con sé una possibilità per gli esseri umani di “trascendere”, ovvero di vivere anche l’esperienza di una realtà concepita come ulteriore, “al di là” rispetto al mondo terreno e materiale. Ovviamente il mondo in cui viviamo ci racconta quasi solo e unicamente dell’importanza del denaro, del dominio del mercato e poco ci dice dell’importanza dello Spirito, come se quell’atto cristico, quegli insegnamenti, avessero perduto il loro senso nel corso dei secoli (o forse come se mai avessero attecchito presso il genere umano).

Bene! Quanto detto potrebbe costituire il tema centrale della crisi di cui parlavo, vissuta da colui che oggi vuole essere definito “Operatore Olistico”. Questo il mio tentativo di approfondire un tema già trattato in un articolo precedente.

 

 

 

 

Come conciliare l’insegnamento della meditazione con le esigenze economiche?

Come conciliare la vocazione del/la Maestro/a di meditazione a condurre gli altri verso l’illuminazione con la necessità concreta di pagare l’affitto di una sala all’interno della quale trasmettere la propria conoscenza?
Ovviamente, si tratta di una tematica alquanto delicata e, a mio avviso, con delicatezza va trattata. Facciamo un esercizio: proviamo a considerare anche il denaro in maniera olistica. Non più vile, sporco, causa di guerre e domini, bensì come amico amabile, compagno di cammino e moltiplicatore di possibilità.
In tal senso il denaro rappresenta un’energia per cui se formo una classe di meditazione e fisso un prezzo di 10€, il potenziale partecipante sarà obbligato a fare di tutto per ottenere i 10€ dell’iscrizione. Andrà quindi a innescare una serie di azioni volte a quell’obiettivo, apprendendo così che per ottenere ciò di cui ha bisogno è necessario che trasformi una porzione della sua energia in moneta sonante.

Quel denaro, inoltre, permetterà al Maestro di proseguire con la sua opera di divulgazione. Suppergiù quello che già facciamo pagando le tasse per l’istruzione pubblica. Chiaro no???
E credo che fin qui l’amato e misericordioso Gesù non potrà fare altro che benedire il nostro cammino e amen!
Ma se ancora non fosse chiaro, aggiungerei ulteriore benzina a questo fuoco dicendo che così facendo gestiremmo il denaro sì come energia, ma soprattutto come mezzo per creare il movimento che coinvolge tanto l’intero Universo quanto noi che ne facciamo parte, in una sacra “Danza Cosmica”, dove il “Tutto” e le sue “Parti” sono in una relazione reciproca. Dove l’Universo è inteso come unità. Dove, a volerla dire come la racconta bene Eraclito, “tutto scorre” e “nessuno si bagna due volte nella stessa acqua”. In altre parole, muovo la mia energia per produrre ulteriore energia. Una rivisitazione audace del cosiddetto Butterfly Effect di Norton Lorenz.

Finalmente forse adesso è chiaro… o no?

 

 

 

 

Quando però il denaro diventa il fine e non più il mezzo, cominciano le discrepanze

Quando il denaro diventa il fine, non il mezzo, l’operatore olistico rischia di perdere di vista la sua vocazione di sanare anime e corpi. Utilizzo il termine dissociazione perché, generalmente, un Operatore Olistico fa questo mestiere con l’intento di sanare anime e corpi (tralascio tutti quelli che operano in questo ambito con l’intento di ottenere potere sotto forma di dominio o consenso). Tuttavia, anche l’Operatore Olistico più amabile di questa terra può incorrere nella tentazione prodotta dal denaro (e dal potere). E perdonatemi se prendo in prestito passaggi biblici per raccontare ciò che mi passa per la testa; tuttavia, anche Gesù nel suo cammino ha incontrato in più occasioni la tentazione (ovviamente ricacciandola perché lui è un Pro e la sua grande Aura è così estesa da ricoprire chilometri quadri di terreno).

 

Il denaro è uno strumento utile, ma non deve diventare l’obiettivo principale

 

A questo punto il Maestro di meditazione, nel tentativo di guadagnare consensi o potere, ovvero volendosi trasformare in Guru, potrebbe vivere inconsciamente questa dissociazione e, ahimè, costringere la sua anima a dover ritornare su questa terra dopo la morte per ritentare un’altra volta nella vita successiva (se consideriamo che il fine ultimo è sempre e comunque l’Amore in ogni sua forma).

 

Che tu voglia operare “Olisticamente” e quindi considerare il denaro come un’energia di interscambio per produrre conoscenza e benessere o che tu voglia operare come “Essere di marketing” (nella speranza che prima o poi arrivi il tuo Gesù interiore a scacciare il mercante dal tempio sacro quale tu sei), è sempre meglio rivolgersi a un team specializzato nella facilitazione dei processi di comunicazione. Un’Agenzia che sia in grado di accompagnarti nell’espressione autentica del tuo Sé, della tua attività, della tua direzione più profonda.
E, detto questo, porto a casa la pagnotta perché, semmai non ve ne foste accorti, questo è il blog di una Web Agency che vende servizi di comunicazione e non un tempio Zen.
 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Midsommar – Il villaggio dei dannati.

 

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