Partiamo da un assunto che sembra essere dominante nella mia esistenza oggi, qui e ora. Soffro e non so perché. Non sono felice. Non sento energia vitale. Mi accascio, mi ammalo, muoio.
Questo sembra essere il paradigma ufficiale del mondo occidentale “moderno” che sta investendo in maniera sottile e mirata anche il mondo orientale “moderno”.
Noi essere umani soffriamo ma non ne conosciamo il perché
La nostra anima sa che la sofferenza è semplicemente illusoria, che risiede nelle trappole dell’ego. La nostra anima sa che la vita ogni giorno ci offre abbondanza, gioia e amore. Semplicemente, non riusciamo a vedere.
Quando ci rendiamo conto di questa cecità, quando ci affacciamo, anche solo brevemente, alla finestra della nostra anima (che in ogni caso risiede in noi), riusciamo a sentire e distinguere ciò che è da ciò che creiamo e manifestiamo attraverso l’ologramma di noi stessi, il nostro ego.
La figura mitologico – archetipica dell’Operatore Olistico
Quando cominciamo ad aver bisogno di aiuto e siamo alla ricerca di una strada che ci tiri via da questo ingorgo giunge il suo momento. Il curatore dell’anima, il terapeuta gentile o odioso, lo sciamano, il costellatore, il facilitatore, il GURU.
Seppur sia vero che le attività olistiche, preesistano al mondo greco-romano-cattolico d’Occidente, ce ne siamo un po’ dimenticati. Ci siamo concentrati su questioni un po’ più materiali, sull’immagine di sé stessi presso gli altri, sull’immagine di sé presso sé stessi, su tutte quelle trovate che ci permettono di sopravvivere nella superficie ignorando quello che c’è sotto la crosta.
Ma questo non può essere per sempre. Fino a quando le grandi multinazionali si sono manifestate semplicemente “esternamente” coi loro prodotti in vendita, cercando di insinuare, manipolare le coscienze, muovere le opinioni sempre “esternamente”, credo che l’umano sia stato in grado di conviverci. Ti faccio l’esempio del Circo Romano per eccellenza, Il Colosseo. Luogo adibito all’intrattenimento pubblico sicuramente ma anche luogo attraverso il quale sedare gli animi astiosi di una cittadinanza irritata dagli ultimi eventi politici. Questo è quello che considero “Esterno”. Che ci riguarda ma non ci riguarda. Alla fine, siamo seduti sugli spalti e chi viene sbranato dal leone non sarò sicuramente io. Dicevo, per non perdere il filo, che quando le suddette multinazionali, governi, cominciamo a entrare in ciò che definisco “Interno”, proprio in quel momento, in alcuni scatta la ribellione. Il terreno diventa fertile per lo sviluppo di tutte quelle pratiche dimenticate, che ci raccontano quanto stavano bene gli umani prima che l’umanità virasse verso il controllo assoluto delle coscienze “dall’Interno” a fini di marketing.
Oggi l’Operatore Olistico trova un terreno fertile per trasformarsi da figura mitologico-archetipica a possibilità di crescita concreta se pensiamo, di contro, a Mark Zuckerberg, ai suoi visori e al suo illusorio Metaverso fatto di realtà aumentata e non vissuta in prima persona.
Esiste però un problema di fondo. Io, terapeuta dell’anima, come mi promuovo? Come racconto la mia attività senza fare ricorso a quegli stessi mezzi utilizzati dagli Operatori del Controllo?
La mia risposta, a caldo, è: “Boh!” Ho una formazione in Scienze della Comunicazione e conosco bene il potere dei media, in senso positivo e in senso negativo. Sono consapevole che un medium sociale così come un medium di massa possa essere utile per la diffusione del cosiddetto “sapere”. D’altronde non è sempre così…
Marketing olistico e comunicazione
Ci sono Operatori Olistici meno ortodossi, che lasciano una speranza a questo sistema così bistrattato e denigrato. Sono quelli che di tanto in tanto si presentano alla porta di un professionista della comunicazione per avere un gruppo di allievi più ricco e con un costante ricambio energetico.
Nel mio ultimo viaggio in Spagna ho notato un’inversione di rotta. Facilitatori, terapeuti che si affidano a professionisti per ampliare il loro cerchio di lavoro. E funziona. Ho partecipato a gruppi di lavoro veramente numerosi composti da persone che hanno avuto la possibilità di venire a conoscenza che quel giorno specifico, a quell’ora specifica, ci sarebbe stata una seduta di meditazione guidata o di respirazione tantrica o di danza bioenergetica e così via. Alla fine, ti diverti, stai bene e ritorni. Magari porti un amico/a. E così dai il via al processo del passaparola. Può funzionare sicuramente se guidi un gruppo consolidato, se sei soddisfatto del tuo “cerchio”. Ma se vuoi avviarne uno nuovo come fai? Se vuoi consolidare la tua presenza in questo oceano di proposte fatte di promesse di crescita personale come agisci? È ovvio, che puoi barcamenarti il più possibile con gli strumenti che oggi il web offre. Vedi siti come canvas.com oppure wix.com che permettono ai profani di dedicarsi ad attività sacre. Probabilmente riuscirai a tirare fuori qualcosa di decente, ma se ambisci a fare fiorire la tua attività sarebbe il caso di iniziare a rivolgerti a un professionista. Se lo trovi anche dotato di una sensibilità nei confronti di tale settore, ancor meglio.
Ricorda sempre che un sito fatto bene, un flyer ben impaginato, una comunicazione ben strutturata ma non invasiva può contribuire alla creazione del rapporto di fiducia tra paziente – praticante, terapeuta – maestro. Almeno all’inizio. Se poi il maestro terapeuta resta anche egli schiavo del suo ego sarebbe forse il caso di cambiare percorso.
Cerchiamo sempre di più una direzione che sia in linea con la nostra spinta animica di percepire l’abbondanza, la gioia, l’amore. Diamo la possibilità all’individuo di poter scegliere quale sia il suo percorso attraverso la comunicazione efficace della tua conoscenza “olistica”. Trasformati da figura mitologica a possibilità concreta di crescita e cura per gli altri.
Gli altri lo sanno già che al ristorante, quando ordinano una crema catalana, c’è molto più gusto nel rompere la crosta che nell’assaporare il dolce.
IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM The Tree of Life.
Non rimuginare, lascia un commento o leggi ancora…

