Con una calma estrema e a tratti esasperante stiamo abbandonando l’idea dell’uomo forte e virile che non piange nemmeno guardando Eternal Sunshine of the Spotless Mind e della donna docile e delicata che non è in grado di fare la revisione dell’auto. Tenetevi forte, gli uomini piangono e le donne fanno la revisione dell’auto, incredibile.
 

Parlando di dati, è chiaro quanto le donne, al pari degli uomini, tengano le fila dell’economia mondiale

 
 
Ad oggi:

  • Le donne movimentano 31.8 trilioni di dollari della spesa mondiale totale; (org, 2020)

  • Negli Stati Uniti controllano o influenzano l’85% della spesa dei consumatori; (Forbes 2019)

  • Sempre negli USA, hanno un potere d’acquisto che va da 5 a 15 trilioni di dollari all’anno; (Nielsen Consumer, 2013)

  • Acquistano più del 50% dei prodotti generalmente indirizzati agli uomini; (Andrea Learned, “Don’t Think Pink”)

  • E si stima che nel prossimo decennio controlleranno i due terzi di tutta la ricchezza dei consumatori negli Stati Uniti e saranno beneficiarie del più grande trasferimento di ricchezza: le stime vanno da 12 a 40 trilioni di dollari. (Mediapost, 19 aprile 2013; She-conomy)

 

Eppure, nonostante questi dati sembrerebbero urlare il contrario, this is a man’s world e ad oggi, le donne sono incastrate nell’immagine superata del gentil sesso e ben il 91% di loro non si sente rappresentata dai maggiori inserzionisti.

 

 

 

Come creare un sito web inclusivo e non selettivo?

In prima battuta, non è necessario costruire un sito web targettizzato solo per le donne, ma anche per le donne. Bisogna infatti fare un distinguo tra female-specific e female-friendly website.

Un sito web con la pretesa di essere specificatamente rivolto alle donne, rischia di essere poco rappresentativo dei bisogni delle donne stesse, che per inciso, non sono quelli di 50 anni fa.

Prendendo ad esempio un caso pratico, qualche anno fa Dell Computers presentò, attraverso il suo sito web, una nuova linea di notebook, e fin qui tutto bene. Il sito web però, non convinse il grande pubblico. Il problema stava proprio nella rappresentazione fatta delle donne.

Secondo uno studio di NBCUniversal, il 75% delle donne intervistate non era d’accordo con l’affermazione “Gli uomini sono più a loro agio con la tecnologia rispetto alle donne”; nonostante ciò, Dell alleggerì la sezione delle specifiche tecniche del prodotto inserendo, sotto la voce “Suggerimenti tecnici”, le possibili azioni da svolgere con il notebook. Guarda caso queste azioni erano tutte riconducibili alla dimensione casalinga (come ad esempio la ricerca di ricette), alle attività contemplative (come un servizio di meditazione guidata) e in generale all’universo dell’estetica (perché non calcolare le calorie ingerite con il mio nuovo notebook rosa pastello?).

Il problema non sorge quando vengono presentati questi servizi, ma quando questi, sono i soli servizi associati alla figura femminile e soprattutto quando si ha la pretesa di attirare l’attenzione non tanto con il contenuto del prodotto presentato, ma piuttosto con gli scintillanti orpelli che lo abbelliscono.

 

 

 

Think different

Negli stessi anni Apple decise di prendere un’altra strada, o meglio, la strada era stessa, ma la direzione opposta. Per andare incontro al pubblico femminile, ha creato un sito web in cui anche il genere femminile si sentisse accolto, ma non definito.

I Web Designer della famiglia Jobs si sono concentrati infatti sulle differenze di approccio tra uomini e donne. In poche parole, le donne preferirebbero avere una visione totale del sito in cui stanno navigando, mentre gli uomini avere i contenuti suddivisi in sezioni. Il risultato è una pagina web estremamente pulita e ariosa, in cui l’utente ha una visione globale dei contenuti e non vengono utilizzati grandi giri di parole per descrivere il prodotto.

 

 

 

Una sana via di mezzo

Keep it short and simple.

In un sito web per donne infatti, ci possiamo trovare davanti a due tipi di copy:

  1. Il “Shrink and pink it”: in cui tutto è ridotto ai minimi termini e addolcito, la donna ha davanti una scarsissima quantità di informazioni condita con polvere di fata.

 

  1. L’ “Epic poem: qui ci avviciniamo quasi a uno stile letterario. Ci troviamo davanti a leziose e prolisse descrizioni con l’obiettivo di rendere dolce e tenero perfino il processore del pc che vogliamo acquistare.

La via di mezzo tra le due è un copy chiaro e conciso che dà  al fruitore (uomo o donna che sia) tutte le informazioni necessarie, senza distrarlo con dettagli e informazioni non utili a conseguire lo scopo per cui si è finiti nel suddetto sito web. Uomini e donne rispondono agli stessi stimoli, ciò che a livello testuale funzionerà per un uomo, soddisfarà quindi anche una donna che rientra nello stesso target.

 

 

 

La prova del nove

Holly Buchanan, amministratore delegato di Buchanan Marketing LLC, una società di consulenza specializzata nel marketing e nella vendita alle donne, per evitare ogni tipo di fraintendimento, consiglia di porsi queste domande una volta che si ha davanti il proprio design o la propria pubblicità per donne:

  1. Hai inserito una donna fuori dal contesto casalingo?

  2. Hai inserito una donna in un ruolo diverso da quello di madre?

  3. Hai inserito una donna che svolge un’attività fisica diversa dallo yoga?

Se le risposte sono , il patriarcato esiste ancora, ma i maggiori stereotipi sono stati evitati.

Aggiungerei una quarta domanda bonus, per avere la certezza di non essere caduta nel buio baratro dei luoghi comuni:

  1. Hai inserito una donna che dimostra più di 55 anni?

Incredibile, ma dopo i 40 anni le donne continuano ad esistere, qualche ruga, ma sono sempre qui. Non si limitano inoltre semplicemente ad esserci, anzi, hanno un peso tale che le rende le protagoniste dell’economia mondiale:

  • Le donne americane over 50 sono la generazione di donne più in salute, benestante e attiva della storia; (Demographics by Mark Miller)

 

  • Le donne over 50 hanno il controllo di un reddito netto di 19 trilioni di dollari; (MassMutual Financial Group, 2007)

 

  • Le over 50 spendono 2 volte ciò spende una persona mediamente e sono le compratrici primarie di computer, macchine e servizi finanziari; (Marti Barletta, “PrimeTime Women”)

 

  • Oltre 30 milioni di donne over 50 rappresentano la fascia demografica in più rapida crescita online. (DMN3)

Nonostante il loro ruolo di spicco, le over 50 sono sottorappresentate dai media, che prediligono invece donne più giovanili. Niente, dopo i 40, tutte da buttare.

In conclusione, quando pensiamo al design del nostro sito web concentriamoci sui bisogni del nostro pubblico e non sui suoi attributi. E se l’unica immagine che associ al pubblico femminile è quella di una donna trentenne in cardigan che fa yoga con una tisana alla valeriana accanto, pensa che zia Pina, classe 1964, mentre cuoce la crostata, sta investendo in Bitcoin.

P.S.: Mi devo esprimere sull’utilizzo spropositato del colore rosa? Devo?
 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Tonya.

 
 
 
 
A cura di: 

Federica Liguori, sarda di nascita, viene impiantata in Emilia dove studia Scienze della Comunicazione all’Università di Bologna. Tra un treno regionale e l’altro si diverte a fare montaggi video musicali e scatta foto a sconosciuti.

 

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