Da quasi venticinque anni gioco a Dungeons & Dragons, uno dei più famosi giochi di ruolo al mondo. Tramite l’Intelligenza Artificiale, arrivata due anni fa, ho provato a creare piccole trame, personaggi e incontri per le battaglie in cui sono master. Ma poi ho deciso di spingermi oltre, chiedendo a ChatGPT stesso di fare da master. E le cose stanno andando bene.
Intelligenza Artificiale e giochi di ruolo
Non sono di certo il primo ad aver sperimentato l’utilizzo di Dungeons & Dragons con l’intelligenza artificiale. L’antropologa sociale Beth Singler, ad esempio, in un articolo su Aeon ci racconta addirittura perché i giochi di ruolo potrebbero essere anche meglio per testare l’intelligenza e lo sviluppo dell’IA. Nel suo articolo, infatti, Singler sostiene che l’aspetto narrativo metterebbe realmente alla prova l’intuizione dell’algoritmo, sottoponendolo a repentini cambi, legati alle scelte dei personaggi. Al di là di questo, a mio avviso, c’è un altro aspetto fondamentale, che potrei riassumere con un concetto definito come “il martello di Maslow”:
Se l’unico strumento che hai è un martello, è allettante trattare tutto come se fosse un chiodo
Per questo sono d’accordo anche io con Singler, che sostiene che per testarne l’intelligenza e le sue capacità di apprendimento, l’IA non ha bisogno solo di giocare a scacchi, ma anche di sperimentare giochi di ruolo altamente narrativi come Dungeons & Dragons, che al di là delle meccaniche di gioco generano ramificazioni legate alla trama e riflessioni interiori, che vanno ben al di là del lancio di dadi.
Tutto comincia sempre dalla capacità di saper scrivere
Come ho scritto qualche tempo fa, la nostra competenza nel saper utilizzare l’Intelligenza Artificiale deriva soprattutto dalla nostra capacità di saper scrivere. Senza un buon input, non si possono ottenere grandi risultati.
Personalmente, ho dalla mia che la narrativa è sempre stata una mia grande passione, sia come lettore che come autore. Fin da giovane mi sono sempre esercitato nella creazione di storie e nell’arte del racconto, che con il tempo ho affinato seguendo parecchi corsi di scrittura creativa. Al di là del mio lavoro, la scrittura è anche un canale interiore che mi permette di aprirmi ed evocare stati d’animo, malesseri e momenti catartici. Insomma, per me la scrittura è un po’ un momento catartico.
Quando ho deciso di confrontarmi con l’Intelligenza Artificiale per cominciare una campagna di Dungeons & Dragons, ho deciso di “testarne” le capacità facendo sì che io fossi il giocatore e l’IA il master. Se non conosci le regole di Dungeons & Dragons, qui può farti un’idea di come funziona. Essendo un giocatore veterano, ho dato alcune indicazioni preliminari. La piattaforma che sto utilizzando al momento è ChatGPT, che nella sua versione plus al momento mi sembra più performante, anche per altri compiti che le assegno, più legati al mio lavoro.
Stabilire regole, confini e modalità è il primo passo essenziale
Essendo un giocatore con molta esperienza, sebbene non stia ancora, come si dice, calcando la mano in termini di pretesa narrativa, ho stabilito preliminarmente alcuni parametri. Fra questi ho comunicato a ChatGPT proprio la mia esperienza ventennale legata al gioco di ruolo, e che quindi avrei gradito una trama con una certa complessità. Inoltre, ho stabilito che il mio personaggio fosse malvagio (dalla parte dei cattivi), perché questo mi avrebbe permesso di comprendere i limiti legati alla policy etica di questa piattaforma. La piattaforma ha appreso queste indicazioni e ho lasciato che la trama cominciasse. L’inizio è stato un po’ banale: un vecchio entra in contatto con il mio personaggio e gli propone di rubare un artefatto legato a dei poteri oscuri, custodito in una antica roccaforte e protetto delle creature non morte. Ho reso più complessa l’avventura, chiedendo informazioni al vecchio sulla missione, facendo prevalere l’aspetto del dialogo. Anche se ChatGPT ti propone sempre tre possibili scelte, puoi rendere più complessa e articolata la tua reazione e il tuo ragionamento. Il sistema si adatta molto facilmente a questi cambiamenti, che vanno anche al di là dei tre scenari da lui proposti.
D&D e Intelligenza Artificiale: le meccaniche del combattimento
Proprio come nel gioco di ruolo, anche attraverso ChatGPT è possibile “lanciare i dadi” durante il combattimento e le prove di abilità. Si possono sia lanciare manualmente comunicando il risultato, oppure lasciar fare alla piattaforma anche questo calcolo (metodo sicuramente più rapido, ma che lascia a mio avviso poco spazio al caso, almeno come sensazione). Le descrizioni e i repentini cambi d’azione sembrano essere ben gestiti dalla piattaforma. Inoltre, avendo la versione plus, ogni tanto ho chiesto di generare un’immagine di ciò che il mio personaggio vedeva, e devo dire che è stato molto divertente.

L’immagine del guardiano custode dell’artefatto che il mio personaggio ha rubato
La campagna continua
Ho deciso di proseguire con questa campagna, non solo perché nel complesso la sto trovando molto divertente, ma anche perché mi permette di continuare a sperimentare e a testare le potenzialità di questo strumento che, a mio avviso, rivoluzionerà parecchi mestieri, inclusi quelli intellettuali, che si pensava essere “intoccabili”. Anzi, probabilmente chiederò ai miei compagni di gioco di provare a testare una campagna tutti insieme, per aggiungere ancora più complessità e divertimento. I dadi sono pronti. Non resta che riunirci attorno ad un tavolo e chiedere a ChatGPT di creare un mondo per noi.
IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DALLA SERIE TV Stranger Things.
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