L’intelligenza artificiale ha fatto passi da gigante da quando, circa due anni fa, è stata messa per la prima volta a disposizione di tutti gli utenti per scrivere o creare immagini. Si tratta di una vera e propria rivoluzione (ancora in atto) che permette di sostituire gran parte dei compiti legati, ad esempio, alla scrittura. Ma per imparare a utilizzare questi strumenti, al contrario di quanto si possa pensare, paradossalmente, richiede di saper scrivere molto bene.
AI per copywriting: sì (ma con qualche no)
Come tutti gli strumenti digitali, dai social media ai tool di grafica, anche l’intelligenza artificiale è uno strumento a nostra disposizione. E dobbiamo ricordarci bene questo: si tratta di uno strumento, non può fare il lavoro creativo al posto nostro. Però può occuparsi di tutte quelle parti estremamente noiose e ripetitive. O, ancora, potrebbe fornirci la struttura di un testo, o magari qualche spunto argomentativo. Ancora una volta, ribadisco: sicuramente l’intelligenza artificiale sa scrivere testi, temi, tesi di laurea perfino, ma non avrà mai la capacità di dare personalità ad un testo come potrebbe fare un essere umano. E questo per una ragione paradossale: l’intelligenza artificiale non sa sbagliare, in un certo senso. O meglio, non sa compiere errori nel senso in cui li compiamo noi, traendoci una riflessione che può essere spunto per il nostro modo di vedere il mondo. Mi viene in mente una frase che mi ha detto tempo fa il mio libraio di fiducia, quando gli ho raccontato che mia moglie utilizza spesso un’intelligenza artificiale per farsi consigliare i libri da leggere, e che finora non aveva mai sbagliato:
“Preferisco sbagliare e leggere un libro che non mi piace”
Questa frase ha una caratteristica importante: racconta come si è evoluto l’essere umano ma, soprattutto, racconta come nasce il pensiero critico. Noi acquisiamo la nostra conoscenza per tentativi ed errori.
In principio fu ChatGPT
Era il lontano 30 novembre 2022 quando l’umanità venne a conoscenza della prima versione di ChatGPT, sviluppata da OpenAI. Le reazioni da parte di chi si occupa di queste tematiche non potevano essere le più diverse. Dopo quasi due anni, i sistemi di intelligenza artificiale legati alla scrittura ci fanno un po’ meno paura, probabilmente perché ci abbiamo preso più confidenza. Come capita spesso, semplicemente temiamo ciò che non conosciamo.
Generare testi con l’intelligenza artificiale, per molti, è un sogno che si avvera. Per alcuni addetti ai lavori, invece l’incubo di poter perdere il proprio lavoro. La storia delle macchine che sostituiscono il lavoro dell’uomo ha in realtà una data molto precisa: il 1799 con il Luddismo.
Il Luddismo fu il primo pubblico segno di protesta contro le macchine
All’epoca si trattava di telai automatici, ma il concetto rimane: emancipazione o disfatta per l’essere umano? La storia della tecnologia, delle idee e della cultura ci insegna che, se da un lato alcuni lavori sono destinati a scomparire, tanti altri, grazie alle nuove tecnologie, nascono e si trasformano. Io sono del parere che, ad esempio, tramite l’intelligenza artificiale i copywriter non scompariranno, ma (se saranno abbastanza bravi) si evolveranno in esperti di scrittura per l’intelligenza artificiale.
Un sito che ti scrive testi gratis
Una questione etica (ma anche di competenza)
Tempo fa, lavorando ai testi di un cliente nel settore food, avevo il compito di sistematizzare oltre quaranta ricette da inserire poi in un sito. Il problema di queste ricette era che non seguivano un protocollo: a volte venivano scritti prima gli ingredienti e poi le dosi; altre volte era il contrario; a volte i passaggi erano numerati; altre volte veniva utilizzato un segnalino. Per non parlare degli errori di sintassi e di punteggiatura. Insomma, un casino. Così, dopo le prime dieci che avevo corretto “a mano”, mi sono domandato: ma vuoi vedere che l’intelligenza artificiale può fare il lavoro di manovalanza al posto mio? E così è stato. In poco tempo, ChatGPT mi ha sistematizzato tutte le ricette, seguendo le indicazioni che gli avevo dato. Un lavoro perfetto eseguito in poco tempo.
Ed è esattamente in quel momento, che la tentazione si è fatta grande: ma vuoi vedere che ChatGPT ti scrive pure i testi?
Spoiler: sì, lo fa. Il problema non è quello che sa fare, ma come lo sa fare. E, per ora, la differenza fra un copywriter che scrive e un’intelligenza artificiale, sta proprio nel come.
Come usare ChatGPT per scrivere un testo
Le istruzioni sono molto semplici: gli dici che cosa fare e l’AI lo fa. La prima volta, lo stupore è tanto. In una manciata di secondi, ti ritrovi intere pagine di testo, in un italiano corretto, impeccabile. Oggettivamente degno di prendere un bel voto a scuola. E in realtà questo sta già accadendo. Ma è proprio questo il problema.
L’Intelligenza Artificiale sa scrivere ma è priva di personalità
Non te ne accorgi subito, ma dopo un po’ cominci a vedere le stesse formule, gli stessi schemi. E se il tuo lavoro, in quanto copywriter, è dare personalità e un tono (di voce) ai brand, questa cosa è la morte della scrittura (e del tuo lavoro). L’elemento creativo (per ora) rimane la soglia oltre la quale l’intelligenza artificiale non può andare.
Questo avviene a mio avviso per due ragioni:
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L’intelligenza artificiale non acquisisce l’esperienza come noi organismi viventi. Bisogna iniettarle tonnellate e tonnellate di dati e informazioni che faranno da archivio, grazie al quale avremo risposte apparentemente esaustive (ad una analisi più attenta, invece, ci renderemo conto che manca sempre un pezzo).
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L’intelligenza artificiale non sa dare personalità ai testi perché non è creativa. Per quanto gli si possa dare indicazioni precise, la sua tendenza sarà sempre quella di appiattire il discorso. In altre parole: avremo un testo dal punto di vista sintattico impeccabile, ma privo di quelle sfumature che rendono quello stesso testo personale, caratteristico, originale. Questo perché anche la forma fa la sostanza: se due persone parlano di uno stesso argomento, lo faranno in maniera molto diversa a seconda della loro storia e personalità, al pari della competenza.
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L’intelligenza artificiale non ha vissuto in prima persona le storie che racconta. Gli manca il vissuto, la storia. Senza storia, è difficile avere degli occhi con cui guardare il mondo. Perché il mondo non è oggettivo: il mondo è quello che viviamo, come lo viviamo. E un racconto è valido non per quello che c’è scritto, ma per lo stile in cui tu lo racconti, e per il flusso di emozioni con cui hai attraversato quella storia o la racconti. Nella comunicazione e in particolare nel copywriting, questo è un elemento fondamentale.
Come scrivevo all’inizio, l’intelligenza artificiale in pratica non sa “errare” nel senso umano del termine. Dal mio punto di vista, nell’atto creativo l’errore ha la sua componente essenziale. Una componente che nel copywriting aiuta a tirare fuori idee, a rimettere in discussione, a trovare e a scoprire orizzonti mai visti. Lasciamo che l’intelligenza artificiale faccia per noi il lavoro noioso. Al resto pensiamoci noi. Con la nostra creatività e i nostri umani, umanissimi errori.
IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Il mondo dietro di te.
Questo tema lo svisceriamo in questi articoli


