Leggevo qualche tempo fa su “Il libro tibetano dei morti” che ideale sarebbe vivere con serenità il momento di oltrepassare la barriera tra i due stati di esistenza (vita/morte) imparando, quindi, a lasciarci alle spalle gli attaccamenti, i rimpianti e la paura del distacco. Tutti movimenti che fondamentalmente non aiutano bensì trattengono il defunto nella dimensione terrena.

Se trasponiamo un concetto così profondo a qualsiasi altro movimento presente nella vita dell’umanità, ci accorgiamo che molto di quello che facciamo, come agiamo, è determinato da una vera e propria paura della morte. È come se non fossimo stati educati al distacco, al lasciare andare.

Al contrario il messaggio che ci arriva dai nostri avi più prossimi sembra essere: “trattieni, accumula il più possibile, investi, compra, difendi, combatti, aggredisci”. E allora aggrediamo, combattiamo, difendiamo, compriamo, investiamo, accumuliamo per poi liberarcene. E se non ci pensiamo noi, ci penseranno in futuro i nostri consaguinei quando troveranno in soffitta o in cantina la tua raccolta preferita di fumetti e non ne comprenderanno (giustamente) il valore. A quel punto sarà la ditta appaltatrice di rifiuti a determinare quel processo che siamo così restii ad agire.

Per molte comunità esistenti prima di noi la morte, come tanti altri fenomeni, corrisponde a un passaggio. Per un web designer, e qui si spiega questo macabro cappello, il restyling di un sito corrisponde al lavoro che Caronte fa con Dante traghettandolo nel regno dei morti. Arriva un momento in cui una piccola o media impresa, un operatore di qualsiasi settore deve procedere al distacco, deve assistere alla morte del suo vecchio sito, perché obsoleto o, semplicemente non in linea con le nuove derive della semiotica del web. Deve, ovvero, farsi promotore in prima persona del passaggio da una vita passata a quella futura. Una specie di reincarnazione digitale. Alla stregua di un ricercatore dell’anima che si pone attento nell’evitare di creare quel karma negativo in grado di determinare una rinascita colma di pesanti carichi provenienti da una vita precedente, il proprietario del suddetto sito dovrà stare attento a non cadere negli stessi errori perché il restyling ha degli obiettivi ben definiti. Prima di tutto un miglioramento dell’usabilità e delle prestazioni. E se il suo vestito presenta la sua professionalità, il sito web diventa il suo biglietto da visita.

Proprio per questo motivo è importante più che mai rivolgersi a dei professionisti in grado di considerare tanto le caratteristiche tecniche quanto quelle funzionali. Che facciano analisi accurate del settore, dei competitor, dei competitor laterali e del principale competitor del cliente che in molti casi corrisponde al cliente stesso. Solo in questo modo, riuscirà a sciogliere quei nodi che determinano quel fenomeno in-visibile della “ripetizione karmica”. Ci vediamo nella prossima vita!
 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM A Ghost Story.

 

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