I podcast esistono da decine di anni, ma è da poco che il fenomeno è esploso facendoli diventare parte della nostra quotidianità, nella mia in particolare è stato il lockdown a farli entrare.
Oltre che essere un potentissimo mezzo di divulgazione, se hai un’attività e vuoi promuoverla attraverso la creazione di contenuti interessanti, un podcast potrebbe essere una buona idea. Ma, per avere successo, è molto importante creare contenuti di valore.
Ancora prima che chiarirsi le idee sul come registrare, quali strumentazioni acquistare, quali piattaforme utilizzare per mettere online il tuo prodotto, è necessario costruire un buon prodotto.
Esistono diverse tipologie di podcast, lungi dal voler essere esauriente ti presenterò una carrellata di prodotti interessanti per parlare delle loro caratteristiche. La maggior parte di quelli che ti segnalerò hanno una casa di produzione alle spalle. Ma a noi non interessa tanto quello, ci interessa capire come è strutturato il format, perché la cosa davvero difficile di un podcast è come strutturarlo. Creare un format che dia ritmo, che crei aspettative e dia quell’effetto serialità che ci fa venire voglia di ascoltare anche le altre puntate è il tocco magico che fa di un podcast un buon prodotto.
Morgana, di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri

Il podcast è sponsorizzato da una app di home banking, e racconta storie di donne fuori dagli schemi. Infatti, la descrizione recita:
Sono io l’uomo ricco, storie di donne che non hanno avuto bisogno di sposare un uomo con i soldi.
Questo copy contiene la citazione di una delle “morgane” protagoniste del podcast. Narra la leggenda che un giorno la madre di Cher consigliò alla figlia di mettere la testa a posto e sposare un uomo ricco. Al che lei rispose dicendo: “mamma, sono io l’uomo ricco”.
Quello su Cher è il numero 9 di una fortunatissima serie di 34 episodi.
Oltre il tema dell’empowerment femminile, che in questo periodo è veramente molto caldo, ciò che fa di questo podcast un ottimo prodotto è la qualità della scrittura e il format utilizzato.
La prima parte è dedicata allo storytelling, mentre la seconda è un dialogo tra Michela Murgia e un ospite che offre il suo contributo sulla morgana in oggetto.
F***ing Genius – di Massimo Temporelli

Sottotitolato La rivoluzione della specie,
Racconta le grandi figure che hanno cambiato la nostra evoluzione, la storia dei talenti che hanno incontrato l’ambiente culturale perfetto per poter modificare la traiettoria della nostra cultura e della nostra civiltà.
Il format è davvero scarno, il tema è la genialità di personaggi che, con le loro intuizioni hanno fatto la storia. Detta così potrebbe essere una bomba, oppure una palla micidiale.
Già dal titolo emerge la personalità dell’autore, che ci parla in tono irriverente di fottuti geni, non di illustri personaggi che hanno fatto la storia. Massimo Temporelli fa il divulgatore scientifico da 25 anni, in questo tempo ha affinato il suo personal branding rendendo alcune sue peculiarità un segno distintivo. L’irriverenza, la passione che traspare dai suoi racconti, l’approccio alla scienza, lo storytelling mai scontato ti fanno venire voglia di divorare ogni episodio. Confesso che quelli sulla Montessori, e su Tesla li ho ascoltati per ben due volte.
The Essential di Mia Ceran

Si tratta di un podcast di informazione, anche qui il format è semplice: in 5 minuti Mia Ceran racconta le notizie del giorno, intervallate da un jingle che rende il prodotto riconoscibile tra mille. Questo dal lunedì al venerdì, perché sabato approfondisce temi che le vengono richiesti dal pubblico.
Il concept è espresso chiaramente dalla descrizione del podcast:
In un mondo in cui spazio e tempo sono stati stravolti e ne abbiamo sempre meno di entrambi, esploriamo il mondo con The Essential, una rassegna che racconta l’attualità politica, economica e culturale in una cinque minuti. Notizie scelte e raccontate ogni mattina da Mia Ceran.
Biscottis: storie dell’Internet

I The Jackal percorrono la storia pop di internet attraverso aneddoti e momenti assurdi in cui il web ha cambiato la vita delle persone, per capire come sta cambiando la società o avere degli ottimi aneddoti da aperitivo.
Il format di questo podcast è un pochino più complesso, a interagire è l’intero team dei The Jackal, si parte con un espediente: la domanda di sicurezza. Ovvero, prima di iniziare il podcast gli host si fanno tra loro una di quelle domande che certi programmi ci chiedono di impostare in caso ci si scordi la password, tipo: qual era il tuo supereroe preferito da bambino? E già questo è uno spunto per dire “scemità”.
Funziona perché anche a noi viene da pensare alla risposta e ci riporta alla mente i nostri ricordi.
Poi è il momento dell’aneddoto. Solitamente si tratta di una storia che sembra una cavolata talmente è improbabile, invece è successa davvero! Ohhh! Ma non fisce qui, lo storytelling ha la funzione di introdurre un argomento, che solitamente è molto intelligente. Una volta introdotto l’argomento è il momento dello spiegone, in cui un’”intelligenza artificiale” cerca di farci capire un concetto parlando come mangia. E poi arrivano gli ospiti. Che sono personaggi noti e autorevoli nel loro campo, come Maura Gancitano e Andrea Colamedici di Tlon, Immanuel Casto etc.
Insomma, un format bello articolato che ci fa godere di circa venti minuti di divertimento stimolando allo stesso tempo le nostre sinapsi, il bello è che c’è una puntata nuova ogni settimana.
Ti leggiamo una femminista – Annalisa Sirignano e Alessandra Fraissinet

Per chi è appassionato di femminismi, questo è un podcast super interessante, vediamo la descrizione:
Podcast transfemminista intersezionale composto da diverse personalità e storie. Combattiamo il patriarcato un libro alla volta.
Viene pubblicato a cadenza mensile ogni primo mercoledì. Le due host in ogni puntata parlano di un libro, ovviamente un libro femminista, spiegandone il contesto, commentandone alcuni passaggi. Come format è quello del consiglio di lettura, che è sempre un tema gettonato perché chi è appassionato di un tema non esattamente mainstream e vorrebbe approfondirlo sente il bisogno di una guida.
Si tratta di un’idea molto semplice che però risponde bene a un’esigenza che esiste realmente.
I punti forti di un podcast di successo
Direi che come panoramica ci siamo. Ciò che è necessario per un buon podcast innanzitutto è avere qualcosa di interessante da dire. Non interessante in assoluto, ma per un gruppo ben definito di persone.
Da quanto ascolto ogni giorno ho dedotto che prima di creare un podcast è necessario capire a chi si vuol parlare, ancora prima di decidere quale sarà l’argomento. Il tuo business può avere diversi aspetti che potrebbero diventare l’oggetto di una serie di contenuti, per capire quale tra questi possa suscitare maggiore interesse è bene interpellare il pubblico a cui vuoi rivolgerti.
Una volta compreso a chi vorresti parlare si pensa all’argomento da trattare, al taglio da dare al programma. Ovviamente non puoi non tener conto della tua personalità, se sei una persona allegra e le battute ti vengono spontanee il tuo podcast dovrà riflettere la tua personalità.
Un altro aspetto che ho notato essere centrale è la formazione delle persone che conducono i podcast che mi viene voglia di riascoltare. I contenuti che creano sono di valore, solitamente perché chi li scrive conosce il settore da anni, ha approfondito i temi che affronta, si documenta. Il prodotto che offre è di valore, non mi dà l’idea di aver perso tempo.
Poi ci sono le capacità di storytelling. Raccontare una storia è un’arte. Far diventare avvincente un argomento non è scontato, nemmeno far divertire con intelligenza o trasmettere un pensiero.
Poi ci sono tantissimi espedienti a cui ricorrere, solitamente si gioca con la ripetizione di una situazione che crea abitudine e fidelizza, come fanno i The Jackall con la domanda di sicurezza.
La cosa importante è che attraverso una registrazione si riesca a trasmettere emozioni, a includere l’ascoltatore, informarlo, divertirlo, offrirgli spunti interessanti su cui riflettere o anche semplicemente intrattenerlo, come capita in Breaking Italy Podcast in cui lo YouTuber Alessandro Masala, famoso per il suo vlog Breakingin Italy, in cui commenta le notizie della giornata, intervista diversi personaggi davanti a un bicchiere di mirto, sono puntate lunghissime, anche oltre le due ore, che però non annoiano, io ad esempio le ascolto in auto, magari dividendole tra andata e ritorno.
Per quanto riguarda il lato umano, secondo me è molto importante. C’è un podcast che non riesco proprio ad ascoltare nonostante il suo tema sia molto interessante, perché è stato registrato con una voce artificiale. Come quella dell’assistente Google o di Alexa per intenderci.
Morale della favola: un podcast può parlare di tutto, in un milione di modi, lo si può condurre da soli o in compagnia, può prevedere o meno ospiti.
La differenza la fa la capacità di pianificarlo tenendo conto delle persone, il segreto forse è proprio questo: le persone. Se riesci a creare una relazione con il tuo pubblico, a coinvolgerlo, stupirlo, interessarlo, non ha importanza ogni quanto pubblichi o quanto tempo dura una puntata. L’importante sono solo le persone e le relazioni che riesci a creare con loro.
Quindi prima di investire in una sala di registrazione super pro, testa i contenuti e il format, se piacciono, se piace ti verrà naturale evolverti e investire in una strumentazione più adatta.
Io ti ho parlato di alcuni tra i miei podcast preferiti, adesso tocca a te, ti va di condividere un po’ della tua vita da fruitore di podcast?
Cosa ascolti?
Qual è il tuo momento preferito per ascoltare podcast?
Cosa ti manda in bestia quando ascolti un podcast?
Scrivicelo nei commenti!
IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Frances Ha.
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