Molto spesso anche il cliente si rende conto che qualcosa non quadra. Non arrivano contatti utili dopo il lancio del sito manco fossimo a Cape Canaveral. Le prestazioni non sono minimamente equiparabili a quelle della concorrenza. Oppure gli sembra addirittura che il nuovo sito stia danneggiando l’immagine della sua azienda. La prima domanda che mi viene sempre da porre è da quanto sia stato realizzato. Un sito che ha una decina di anni soffre sicuramente l’obsolescenza. Vuoi per la grafica, vuoi per gli algoritmi di Google che in quel lasso di tempo hanno stravolto il concetto stesso della SEO.

Purtroppo, a volte i siti che analizzo sono online da troppo poco tempo per giustificarne il pessimo rendimento. Si, parlo proprio di rendimento. Il sito è un investimento e non un giocattolino da sfoggiare insieme ai nuovi sottobicchieri, ehm biglietti da visita.

 

Il sito è un potentissimo strumento di comunicazione per attrarre nuovi clienti e non solo

 

Ma come puoi capire se il tuo sito ha bisogno di essere rivisto completamente?

In questa piccola guida ti parlerò dei 10 segnali che ti dovranno mettere in allerta. Se ti ritrovi in molti di questi ho paura che il lavoro abbia bisogno di una seria revisione.

 

 

 

1. Ehilà c’è nessuno? Il sito non converte.

È una vetrina rotta che non ti porta nuovi contatti utili. Un sito web ben progettato dovrebbe coinvolgere e attrarre clienti. Insomma, trasformare il traffico in opportunità. Le ragioni alla base di questa problematica posso essere molteplici:

  • Comunicazione poco chiara

  • Proposte scadenti e poco appetibili

  • Architettura delle informazioni e inviti all’azione non incisivi

 

 

 

2. Non trovo quello che cerco, il tuo sito non fa per me.

Gli utenti faticano a trovare le informazioni di cui hanno bisogno. Questo alimenta un forte senso di frustrazione penalizzando la UX. L’utente è portato ad abbandonare la ricerca e dirigersi magari dalla concorrenza. Occorre ragionare quindi sull’architettura delle informazioni e sulle tipologie di ricerche che alle persone potrebbero interessare. Il tuo sito è chiaro? Offre diversi percorsi per raggiungere lo stesso contenuto?

 

 

 

3. Stalking telefonico. Un effetto del punto precedente.

Ti contattano e ti fanno sempre le solite domande. Eppure, a molte di queste c’è risposta tra le tue pagine web. O almeno ci dovrebbe essere…Questo è un forte segnale che il tuo sito non ti sta dando il giusto supporto. È un costo per te in termini di energie e di tempo. Un sito ben progettato avrebbe potuto smaltire gran parte di questo traffico. Tieni conto poi che gli utenti più giovani prediligono un’interazione virtuale e pronta all’uso.

 

 

 

4. Sai che c’è? Me ne vado!

Parliamo di frequenza di rimbalzo. Mi riferisco al valore che ci segnala la percentuale di utenti che escono dal tuo sito web. Pensa al tuo sito come ad un locale. Immagina di essere al bancone in attesa di spillare quante più birre possibili. Ma la gente entra, butta un occhio e sparisce…Anche questo è un segnale che dovrebbe metterti in allarme. Risulta doveroso scoprire perché scappano!

 

 

 

5. Sai che c’è? Me ne vado, parte II

Può accadere che ci sia differenza con la versione mobile del tuo sito. Controlla se la frequenza di rimbalzo è più alta sui dispositivi mobili. Questo è solitamente l’anticamera di una pessima esperienza utente, dove anche le azioni più banali sono praticamente impossibili da gestire su piccolo schermo. Mi riferisco ad esempio a:

  • Dimensioni del font, troppo grande che esce dalla visuale o troppo piccobile

  • Menu difficile da navigare

  • Informazioni nascoste o pulsanti difficili da cliccare.

 

 

 

6. L’erba del vicino è sempre più…

Ricordati che non sei solo tu a controllare il sito della concorrenza. Anche i clienti solitamente aprono contemporaneamente più risultati su Google.  Confrontano prodotti e servizi e non sempre il prezzo è la leva per portarsi a casa una nuova conversione. Se il tuo sito impiega 10 secondi a caricare (male) i suoi contenuti e la concorrenza lo fa in un decimo del tempo qualcosa decisamente non va.

 

 

 

7. Nessuno vuole giocare con te.

Che scena triste giusto? Se con il tuo sito accade più o meno lo stesso c’è da preoccuparsi. Come è il livello di interazione della tua utenza? Quando pubblichi qualcosa:

  • Leggono tutto il contenuto

  • Condividono e i più temerari lasciano un commento

  • Ti chiedono altre informazioni

Analizzare il comportamento dell’utente sul tuo sito aiuta a focalizzare eventuali criticità.

 

 

 

8. I tuoi collaboratori usano il sito o lo evitano amabilmente?

Spesso quando si parla dell’utenza del sito si trascurano tutte quelle persone che costituiscono l’azienda. Un sito è uno strumento che deve offrire supporto non solo a nuovi clienti. Tutto il tuo team, risorse umane, vendite, customer deve avvantaggiarsi usando il sito. Un aiuto, insomma, per svolgere al meglio il loro lavoro.

 

 

 

9. Il sito serve anche per fare networking.

Mi ricollego sempre al punto precedente. Non pensare al sito web solo per procacciare clienti. Il sito può aiutare la tua azienda a costruire una rete di partner commerciali. Quante volte ho sentito la frase, tanto loro sul sito non ci vanno. Il sito deve essere appetibile e se non sta generando un numero significativo di richieste di lavoro o partnership significa allora che sta viaggiando con il freno a mano tirato.

 

 

 

10. Un’aggiustatina qui, una modifica lì e la situazione è sempre la stessa.

Magari con piccoli interventi random hai sperato di cambiare le sorti del tuo sito. Aggiungi parole chiave (la panacea per evitare ogni restyling), sostituisci un paio di foto o infarcisci la pagina servizi con del nuovo testo. Molto spesso sono le basi ad essere compromesse o meglio a non esistere proprio. Occorre un lavoro di studio e definizione di obiettivi che solo un sito web fatto da zero può darti.

 

 

 

 

Spero che queste piccole info ti aiutino a fare il punto sullo stato di salute del tuo sito. Se ti stai ritrovando in queste problematiche non significa che sia inevitabilmente compromesso. A volte una piccola leggerezza crea un crash nell’utente compromettendo la sua esperienza di navigazione. Un colore diverso o una formattazione del testo più attenta possono fare la differenza. Altre volte invece i segnali sono correlati ed è il tuo stesso sito a implorarti di farla finita.
 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Big Fish – Le storie di una vita incredibile.

 

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consigli utili per una pagina di contatto accattivante

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