Suno è una piattaforma di intelligenza artificiale che permette di creare musica di qualunque genere. La sua potenza è sorprendente ed è capace di creare brani musicali in una manciata di secondi. In altri tempi, produrre un brano avrebbe richiesto mesi e mesi di lavoro, tante persone e tante competenze.

 

 

 

 

Una band death metal e tanta voglia di urlare

Durante i miei vent’anni avevo una band. Ci chiamavamo Sudden Creation. Non ricordo nemmeno il perché di quel nome. Forse, non c’era un perché. Forse, all’epoca, ci suonava bene e basta. Facevamo death metal, o qualcosa del genere. La formazione subì parecchie variazioni nel corso dei pochi anni di vita che ebbe. Nell’ultimo periodo diventai il front man: voce e chitarra. Non ero bravo a suonare e a cantare. Mi limitavo a suonare riff pesanti e a urlare quanto più potevo, con tutto il fiato che avevo in corpo. Mi ricordo che ci divertivamo tanto. Scrivevamo brani originali. Avevo modo, attraverso la musica, di veicolare le mie emozioni. Mi ricordo che la cosa che più adoravo era l’energia e la sinergia che si creava mentre suonavamo, tutti insieme. Non era importante se ai concerti o semplicemente durante le prove. Era quello che, un po’ filosoficamente, si potrebbe definire i molti che diventano uno. È una cosa che mi ha sempre affascinato del suonare insieme a qualcuno.

 

Suonare insieme significa creare qualcosa che da soli non esiste, ma che insieme va ben oltre la somma delle singole parti

 

Ha qualcosa di ancestrale, per non dire magico, la musica. Mi capita ancora di sentire quella strana energia collettiva, quasi rituale, quando partecipo come spettatore ai concerti. Ma quando stavo sul palco, la potenza di tutto questo era per me al massimo livello. Le chitarre distorte, il doppio pedale alla gran cassa, la gente di fronte al palco che ondeggiava i capelli al ritmo delle nostre canzoni. C’era qualcosa di potente e di antico, in tutto questo.

Poi tutto finì. Gli impegni universitari, i cambiamenti, i traslochi. La band smise di esistere e ognuno proseguì nella propria strada. Pochi anni dopo creai una specie di progetto solista, in cui con un Mac e Garage Band, un tool della Apple, registravo dei brani e dal vivo citavo testi dei miei filosofi preferiti. Era un progetto strano, che non ebbe seguito ma che mi fece passare belle ore di fronte al mio pc. Feci qualche live, ma ero il primo a non crederci. E poi anche tutto questo è finito. Ma poche settimane fa ho scoperto Suno. E ho ripreso a “fare musica”.

 

 

 

 

Mesi di creatività musicale in pochi secondi

Per chi non si è mai cimentato, neanche per poco tempo, nel creare musica, è difficile far capire quanto sia faticoso. Ci sono molti elementi che devono lavorare insieme. Non basta scrivere un testo: deve avere una sua simmetria. E il testo non deve essere solo simmetrico, ma deve adattarsi alla parte strumentale. Inoltre, serve la tecnica: bisogna sapere cantare, suonare, riarrangiare. Bisogna capire cosa va tagliato o aggiunto. Quando si lavora con altri membri, inoltre, entrano in gioco non solo le capacità tecniche degli altri, ma anche i gusti personali. E dunque bisogna mettere in gioco discussioni, conflitti e capacità di trovare un punto in comune. Ma anche quando si è da soli non è uno scherzo.

Anche se ho, per così dire, appeso la chitarra al chiodo da tanti anni, non ho mai smesso di strimpellare o di creare brani. Scrivere canzoni o creare giri di chitarra è un piccolo passatempo che ancora mi diverte molto. Anche perché, appunto, non mi andava di impegnarmi chissà quanto, avendo dato priorità ad altre passioni, come la scrittura e le arti marziali.

Ma qualche settimana fa ho scoperto Suno, e sono (ri)piombato in un mondo di creatività che, in altri tempi, mi avrebbe richiesto anni e anni di preparazione tecnica e di capacità che vanno ben oltre le mie competenze musicali, per non parlare del tempo che ho a disposizione.

 

 

 

 

Qualunque canzone tu voglia, l’intelligenza artificiale te la crea

Non so bene come spiegare quanto Suno sia una piattaforma sorprendente e potente. Quello che posso fare è sicuramente consigliarti di iscriverti e sperimentare tu stesso. Avevo letto che sul frangente musica l’intelligenza artificiale aveva fatto progressi, ma non pensavo fino a questo punto. Con il suo nuovo sistema, chiamato V4 (previsto solo in abbonamento, ma anche il sistema precedente, V3.5, non scherza), il realismo delle canzoni e la loro coerenza è senza pari. E, cosa ancora più affascinante, l’interfaccia è estremamente semplice da utilizzare. Puoi scrivere tu il testo, oppure non farlo; dopodiché, attraverso il linguaggio naturale, scrivi alcune indicazioni, come ad esempio il genere musicale. Bastano questi pochi prompt generici per capire cosa può fare per te. Puoi dirgli di fare quasi tutto. O di fare una canzone strumentale. Io ho passato una intera settimana a sperimentare su Suno, provando un po’ di tutto. Dal jazz al death metal, dal trap alle canzoni per bambini. Non c’è una sola volta in cui questa piattaforma mi abbia deluso. E non ha a che fare con i gusti personali. Intendo dire che la qualità della musica è indistinguibile dai brani dei migliori musicisti, dalle migliori produzioni.

Inoltre, ho sperimentato anche dal punto di vista testuale: ho inserito testi scritti da me, oppure testi rielaborati dall’intelligenza artificiale. Suno è bravo anche in questo: se il testo non è coerente, trova delle soluzioni stilistiche per far sì che lo sia.

 

 

 

 

L’era della musica umana è finita?

Come per le chatbot, il mio entusiasmo personale ha raggiunto il suo picco massimo per poi trovare un equilibrio. Anche se il tool di editing delle canzoni ti permette di correggere qualunque istante della canzone, i brani di Suno sono ottimi brani “impersonali”. Come mi ha detto Enzo, tempo fa, mentre gli ho fatto ascoltare alcuni miei brani, è come se fossero senza anima, perfino quei brani i cui testi sono al 100% di mia creazione. Qual è il punto? Non è dissimile dal limite – se così lo possiamo chiamare -, di chatGPT e simili, di cui ho scritto tempo fa: l’intelligenza artificiale sa scrivere ma ad un certo punto ti accorgi che non c’è personalità. E questo per una ragione strana: non compie errori. È un discorso che ti invito ad approfondire attraverso il link precedente.

Tornando a Suno, più o meno siamo lì. Vuoi che io non sia un musicista professionista, tanto meno un IA producer, ma è come se creasse il perfetto stereotipo del genere che gli chiedi di suonare. Ogni canzone è perfetta. Perfetta in modo noioso, oserei dire. Questo non significa che un sistema del genere non possa aiutare tanti professionisti (e anzi, lo sta già facendo ) e, proprio come i chatbot, diventerà un supporto straordinario per chi è del settore. Come sempre, il punto è uno soltanto: se non sai come metterci le mani, avrai un meraviglioso involucro vuoto.

 

Ma aggiungo anche questo: io, con quell’involucro vuoto mi sono divertito da matti. Ho dato vita a brani che, per mancanza di competenza e tempo, non avrebbero mai visto la luce. Sono consapevole che non sono frutto del mio sudore. Ma l’ho trovato estremamente divertente. Quello che ti consiglio è, come con tutti questi strumenti nuovi che stanno entrando nel nostro quotidiano, di sperimentare, scoprire, sviscerare: non solo per scoprire come si sta evolvendo il mondo del digitale, ma anche per capire cosa può fare per te, o in quale incantesimo può sedurti per farti sentire un musicista al pari di Frank Sinatra.
Io, per qualche ora, mi sono sentito così. Poi, per fortuna, l’incantesimo si è rotto, ho ripreso in mano la chitarra e ho capito che la musica, quella vera, è quella fatta male, sbagliando le note, andando fuori tempo e anche un po’ stonati. Perché è lì, in quei limiti e in quelle imprecisioni che c’è la mia anima, la mia personalità. Il mio cuore.
 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM The Sound of Metal.

 

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