La copertina di un disco rock non è un elemento di contorno o una semplice estensione del package voluto dalla casa discografica. La foto destinata ad occupare quella precisa posizione è una creazione artistica che viaggia in sintonia con l’atmosfera descritta dai brani. L’artwork offre una finestra su un mondo che non sempre risulta di facile comprensione, lo completa e lo arricchisce di sfumature. L’immagine segna un punto di partenza per il viaggio intrapreso dall’artista, una guida per l’ascoltatore affinché possa seguirlo nel suo cammino.
 
Le visioni distopiche, surreali e psichedeliche di grandi personaggi dell’arte si sono spesso intrecciate con il mondo musicale. Figure di spicco come Andy Warhol, Mike Kelley, Raymond Pettibon e Slater Bradley, solo per citarne alcuni, hanno donato le proprie intuizioni ad album entrati in un modo o nell’altro nell’olimpo della musica rock.
 
Alcune immagini hanno acquisito vita propria emancipandosi dal destino delle band. Sono diventate delle icone generazionali entrando nell’immaginario collettivo. Il fascio di luce bianca che colpisce un prisma triangolare, la distruzione del basso Fender Precision sul palco, il bambino che nuota nei paraggi di un’esca ne sono un chiaro esempio.
 
Stilare una classifica delle 30 copertine più belle dei dischi rock o la top ten delle illustrazioni che hanno fatto la storia della musica sarebbe un’impresa azzardata. Sono tantissime le perle che si nascondono e racchiuderle in una manciata di citazione risulterebbe improbabile mettere tutti d’accordo. Per questo motivo le ho selezionate buttando l’occhio alla mia collezione di dischi, facendo attenzione anche alle pubblicazioni più recenti.
 
 
 
 

Brain Salad Surgery – Emerson Lake and Palmer

copertina disco Brain Salad Surgery
 
 
La copertina è stata progettata da Hans Ruedi Giger, pittore e designer svizzero padre delle sembianze dell’alieno di Ridley Scott. I riferimenti ad organi sessuali, molto diffusi in gran parte delle sue opere, sono stati parzialmente censurati lasciando inalterato il teschio femminile biomeccanico. La sua estetica è stata nel corso degli anni un’immancabile fonte di ispirazione per band di tutto il mondo e per tutta quella industria horror fantascientifica che ha sfornato film e videogiochi.
 
 
 

London Calling – The Clash

London Calling - The Clash
 
 
Pennie Smith, fotografa della band, immortalò Paul Simonon mentre devastava il suo Fender Precision Bass sul palco al Palladium di New York il 21 settembre del 1979. Quello scatto è stato definito la fotografia rock di tutti i tempi e ne racchiude l’essenza e lo spirito. La copertina di London Calling è poi un chiaro omaggio al primo album di Elvis Presley, il Re del Rock and Roll.
 
 
 

Aladdin Sane – David Bowie

Aladdin Sane - David Bowie
 
 
L’immagine più iconica della storia della pop art ritrae il Duca Bianco in piena fase glam. Il fotografo inglese Brian Duffy accompagnerà Bowie dal 1972 al 1980 con 5 sessioni fotografiche che ripercorrono l’evoluzione di un artista camaleontico che ha fatto della sua stessa esistenza un’opera d’arte. Alla Gallery Vassie di Amsterdam è possibile ammirare la mostra fotografica intitolata A Lad Insane che omaggia la Gioconda del Pop.
 
 
 

Never Mind The Bollocks – Sex Pistols

Sex Pistols
 
 
Pubblicato dalla Virgin Records il 28 ottobre del 1977 è ancora oggi considerato il manifesto della filosofia punk. La grafica fu opera di Jamie Reid, artista inglese anarchico che ebbe il merito di costruire e portare alla ribalta l’immagine nichilista dei Pistols. Lo stile ruvido e “rumoroso” della band si tradusse in un’estetica senza compromessi con un album privo di fotografie del gruppo. Unico elemento un lettering ritagliato su sfondo giallo con la parola bollocks (testicoli) che creò seri problemi ai distributori del disco. Sempre meglio del singolo God Save The Queen dove svastiche e spille da balia ricoprivano l’immagine ufficiale della regina.
 
 
 

Axis: Bold As Love – The Jimi Hendrix Experience

Axis Bold As Love - The Jimi Hendrix Experience
 
 
L’illustratore Roger Law e il grafico David King furono incaricati dalla Track Records di regalare ad Hendrix un’immagine più consona alle sue aspettative. Qualcosa che fosse in linea con le sue radici, qualcosa che richiamasse i nativi americani. La band assume così i connotati di divinità indù per una copertina ispirata a un poster religioso dal titolo Viraat Purushan – Vishnuroopam che ritraeva una raffigurazione del dio Vishnu.
 
 
 

Nevermind – Nirvana

Nevermind – Nirvana
 
 
La copertina è stata ideata da Kurt Cobain ispirato da un programma televisivo sul parto in acqua. Fu progettata da Robert Fisher e ritrae un bambino circonciso di tre mesi mentre insegue una banconota da un dollaro appesa ad un amo. Per evitare possibili problemi di censura si pensò ad una copertina alternativa con il pene del bambino cancellato con l’aerografo. Una soluzione quest’ultima fortemente osteggiata da Cobain. Chi poteva sentirsi offeso dall’immagine del pene di un neonato probabilmente doveva essere un pedofilo represso sosteneva il leader della band. La produzione giunse ad un compromesso collocando un adesivo sui genitali del bambino.
 
 
 

The Dark Side Of The Moon – Pink Floyd

The Dark Side Of The Moon - Pink Floyd
 
 
Dietro al concept della copertina di The Dark Side Of The Moon c’è il lavoro della Hipgnosis, agenzia fotografica e grafica che divenne un vero e proprio laboratorio di idee. Il risultato secondo il designer Storm Thorgerson rappresenta sia la diversità sia la pulizia del suono della musica. Il prisma raffigurato è carico di concetti cari alla band dove il raggio di luce è la vita. Il prisma simboleggia l’uomo che acquisisce una consapevolezza che si traduce in azioni e vita. In un mondo sublunare, molteplici effetti e proiezioni individuali si dividono tra il lato visibile e quello oscuro.
 
 
 

Houses of the Holy – Led Zeppelin

Houses of the Holy - Led Zeppelin
 
 
La copertina di Houses of the Holy è un’opera surreale creata da Aubrey Powell della Hipgnosis. Il paesaggio apocalittico è ispirato al romanzo di fantascienza di Arthur C. Clarke End Childhood. Figure di bambini dai capelli d’oro seguono il richiamo di un fascio di luce mentre scalano la collina. Sono in cerca della luce di una nuova alba, è la fine dell’infanzia. La location del set fotografico si trova nella Contea di Antrim, in Irlanda del Nord. L’artwork è stato realizzato sovrapponendo 30 scatti fotografici di soli due bambini replicati fino ad ottenere undici figure distinte.
 
 
 

The Velvet Underground & Nico – The Velvet Underground

The Velvet Underground & Nico - The Velvet Underground
 
 
The Velvet Underground & Nico anche detto il banana album è il celebre lavoro illustrato da Andy Warhol. In origine la copertina dell’album dei Velvet Underground non riportava alcuna indicazione del nome della band e della casa discografica ma solo la firma dell’artista. Le prime copie distribuite riportavano la scritta sbucciare lentamente e vedere con un adesivo che celava una banana rosa shocking.
 
 
 

The Kids Are Alright – The Who

The Kids Are Alright - The Who
 
 
The Kids Are Alright è la soundtrack del film documentario pubblicato a qualche mese di distanza dalla tragica morte di Keith Moon, batterista della band. La foto di copertina è stata scattata dal noto fotografo Art Kane a Morningside Heights, New York. La band addormentata sotto una bandiera è appoggiata al monumento di Carl Schurz, leader politico e rivoluzionario che divenne il primo americano di origine tedesca eletto al Senato degli Stati Uniti nel 1896.
 
 
 

Daydream Nation – Sonic Youth

Daydream Nation - Sonic Youth
 
 
La copertina dell’album icona del noise rock è stata progettata da Gerhard Richter, pittore tedesco. Richter è conosciuto per il suo stile carico di tensione dove reale ed immaginario si fondono e confondono. La candela in copertina rappresenta la speranza, la luce alla fine del tunnel. Siamo alla fine del mandato presidenziale di Ronald Reagan e l’artwork richiama una realtà dove timidamente un piccolo barlume di ottimismo si affaccia in un mondo vulnerabile e oscuro con una fiamma che lambisce la parola nation.
 
 
 

Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band – The Beatles

Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band - The Beatles
 
 
La copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band è forse l’illustrazione che vanta il maggior numero di citazioni, riproduzioni e chiavi di lettura. Raffigura i Fab4 nelle loro uniformi colorate insieme ad un collage di famosi personaggi storici. La situazione rappresentata è quella di un concerto appena terminato con una folla di persone che tra gli addobbi floreali accompagnano la band in una sorta di festa di paese. Partiti da un disegno di Paul McCartney, gli artisti Peter Blake e Jann Haworth hanno progettato l’artwork sotto la direzione di Robert Fraser, mercante d’arte inglese. Le polemiche non si sono fatte attendere per i messaggi occulti e criptici, le piante di marijuana e la paura delle possibili richieste di risarcimento danni dagli eredi dei personaggi ritratti.
 
 
 

War – U2

War - U2
 
 
Nella copertina del terzo disco della band di Dublino è ritratto un bambino di 9 anni. Peter Rowan, fratello minore di un amico di Bono, ricevette una scatola di Mars come compenso per il servizio fotografico. Il sodalizio artistico continua comparendo anche nel THE BEST OF 1980-1990. Negli Stati Uniti la copertina trovò una forte resistenza per la distribuzione. Anche questa volta si ritenne che la foto contenesse un messaggio dai risvolti pedofili, quindi fu sottoposta a censura e la band dovette optare per un’altra soluzione.
 
 
 

Transformer – Lou Reed

Transformer - Lou Reed
 
 
La copertina fu affidata al fotografo Mick Rock, conosciuto come l’uomo che immortalò gli anni Settanta. Tra le star della musica catturate dal suo obiettivo si ricordano: Queen, Syd Barrett, Iggy Pop e Debbie Harry. Il ritratto di Lou Reed diventò presto un’icona della musica e della vita sregolata consacrando il Frankenstein del rock. L’immagine presente sul retro della copertina venne censurata in Italia. Il belpaese non apprezzò infatti la posa artistica di Ernst Thormahlen, giovane ragazzo ritratto in jeans, maglietta bianca e cappello da biker. Nulla di strano se non fosse per i pantaloni attillati che mostravano una vistosa erezione.
 
 
 

Horses – Patti Smith

Horses - Patti Smith
 
 
La copertina dell’album di debutto della cantante statunitense fu firmata da Robert Mapplethorpe. Il fotografo newyorkese e la poetessa del rock trovarono da subito un’affinità elettiva. Per lui la fotografia non era solo una questione estetica legata alla moda e alla società, ma una sfida personale dove inevitabilmente si finiva per misurarsi con i propri demoni interiori. Mapplethorpe immortalò diverse celebrità tra cui Andy Warhol, Deborah Harry e Amanda Lear.
 
 
 

Ramones – Ramones

Ramones – Ramones
 
 
La celebre copertina del primo disco dei Ramones ritrae i fratelli con il loro classico abbigliamento anello di congiunzione tra punk e metal. La fotografia è stata scattata da Roberta Bayley fuori dal CBGB’s, storico locale della Lower East Side di Manhattan.
 
 
 

Sticky Fingers – The Rolling Stones

Sticky Fingers - The Rolling Stones
 
 
Il progetto grafico concepito da Andy Warhol è stato realizzato dal fotografo Billy Name sotto la supervisione di Craig Braun. Come modello fu scelto Joe Dallesandro, attore nei film di Warhol citato da Lou Reed in Walk on the Wild Side con il soprannome Little Joe. Nella versione LP di Sticky Fingers la cerniera era realmente apribile e celava all’interno la celeberrima Tongue & Lip disegnata da John Pasche. Per il mercato russo il package fu rivisto colorando la cerniera di giallo, facendo scomparire gli attributi maschili e marchiando il bottone dei jeans con falce e martello.
 
 
 

Strange Days – The Doors

Strange Days - The Doors
 
 
La copertina è stata realizzata dal fotografo Joel Brodsky sotto l’esplicita richiesta di Morrison di non mostrare alcun componente della band, lui in primis. Odio la copertina del nostro primo album, le nostre facce sono odiose ed inutili aveva detto durante un’intervista. Voleva che prima di tutto arrivasse la musica e non si strumentalizzasse il suo personaggio, vacca da mungere per lo show business. Venne scelto un vicolo tra Lexington Avenue e la Terza Avenue della 36esima Strada a Manhattan. Le comparse scelte richiamavano un immaginario freak popolato da personaggi grotteschi di matrice felliniana perché forte era stata l’influenza di film come La Strada o Il settimo sigillo di Ingmar Bergman.
 
 
 

Doolittle – Pixies

Doolittle - Pixies
 
 
L’illustratore Vaughan Oliver e il fotografo Simon Larbalestier ebbero il compito di tradurre in immagini i testi scabrosi e deliranti della band. Gli scatti che presentarono, 15 in tutto, furono accolti con favore perché trasmettevano un sentimento di fascinazione per la decadenza e la propensione al macabro.
 
 
 

American Idiot – Green Day

American Idiot - Green Day
 
 
Si potrebbe definire l’album della svolta politica dei Green Day. Il periodo storico e le tematiche trattate nei brani si riflettono in un artwork moderno e dirompente che richiama a sé gli insegnamenti grafici di Saul Bass (se vuoi sapere chi sia leggi questo articolo sui designer più influenti del secolo scorso). Chris Bilheimer, autore della grafica già al lavoro con la band nei precedenti dischi, ha confezionato un artwork evocativo fortemente ispirato all’arte delle propaganda comunista cinese.
 
 
 

Piece of Mind – Iron Maiden

Piece of Mind – Iron Maiden
 
 
Si chiama Eddie ed è il protagonista indiscusso degli artwork della band. La leggenda narra che il manager degli Iron Maiden fu colpito da un disegno di un illustratore inglese, Derek Riggs. La figura mostruosa partorita aveva il volto sfigurato, il corpo scheletrico e rappresentava un’icona punk a metà strada tra il Rocky Horror Picture Show e L’alba dei morti viventi. Eddie in ogni disco interpreta un ruolo in linea con le tematiche trattate nei testi delle canzoni.
 
 
 

Master of Puppets – Metallica

Master of Puppets – Metallica
 
 
Master of Puppets è il terzo album in studio pubblicato dalla band statunitense. L’artwork è opera di Don Brautigam, artista diplomato alla Scuola di Arti Visive di New York. L’immagine è forte e senza compromessi, un vero e proprio rebus di tematiche che si prestano a svariate interpretazioni. Le fila di lapidi anonime allineate rimarcano il dissenso per il conflitto in Vietnam e l’enorme costo di vite umane sacrificate dal governo americano. Il tramonto simboleggia il senso di angoscia e l’abbandono nelle mani di un burattinaio a cui non si può sfuggire. Nel novembre del 2008 a New York è stato battuto all’asta il dipinto originale per 35.000 dollari.
 
 
 

Unknown Pleasures – Joy Division

Unknown Pleasures - Joy Division
 
 
Non una semplice copertina, ma un’icona consacrata da grafici e artisti che rivive ancora oggi su magliette (vedi quella di topolino) e circola virale sui social. L’artwork di Unknown Pleasures è stato curato da Peter Saville, creatore di famose copertine per New Order, Roxy Music e Pulp. L’immagine ripropone il ciclo vitale della CP 1919, la prima stella Pulsar scoperta. I Joy Division si ispirarono ad una tesi di dottorato, Radio Observations of the Pulse Profiles and Dispersion Measures of Twelve Pulsars, che racchiudeva gli studi condotti presso l’Osservatorio Arecibo Radio di Porto Rico nel 1967.
 
 
 

Mechanical Animals – Marilyn Manson

Mechanical Animals – Marilyn Manson
 
 
L’artwork del diabolico reverendo Manson ha ricevuto numerose critiche e vinto altrettanti premi. L’immagine di copertina è il frutto del lavoro del fotografo Joseph Cultice che ha trasformato il cantante in una creatura glam androgina con mani a 6 dita (particolare quest’ultimo che è costato la censura in Giappone). Le protesi in silicone sono state realizzate dalla Industrial Light & Magic di George Lucas e sono state poi donate all’amico attore Johnny Depp in cambio della parrucca bionda che ha usato nel film Blow. L’artwork, permeato da una serie di messaggi nascosti cifrati e simbolismi legati al numero 15, è stato curato da Paul Brown, che in passato aveva lavorato per Iggy Pop, Miles Davis, Joe Jackson.
 
 
 

Abraxas – Santana

Abraxas – Santana
 
 
La copertina dell’album Abraxas di Santana è tratta da un dipinto di Mati Klarwein, uno dei pittori surrealisti più noti dell’era psichedelica. Studiò con Salvador Dalì e con Ernst Fuchs dell’avanguardia viennese e firmò importanti lavori come Bitches Brew di Miles Davis. L’opera originale, L’Annunciazione, risale al 1961 e rimaneggia il simbolismo cristiano in chiave pagana con evidenti venature erotiche. L’immagine che ne deriva sovverte il simbolismo biblico per immergerlo in una dimensione ancestrale carica di magia nera e voodoo. In tutto questo primeggia il nome Abraxas che nella mitologia greca era uno dei cavalli di Eolo, il dio dei venti o considerato un demone nei testi antichi cristiani.
 
 
 

Liebe ist für alle da – Rammstein

Liebe ist für alle da – Rammstein
 
 
Liebe ist für alle da è un album senza mezze misure e compromessi dove la band tedesca tratta temi delicati con toni provocatori, a detta di molti, al limite della decenza. Anche in Italia l’acquisto è stato vietato ai minori di 18. L’artwork nei suoi giochi di luci e ombre trasuda questa stessa violenza. Il lavoro è stato affidato al fotografo di Madrid, Eugenio Recuenco. Le sue influenze classiche si mescolano con anni di lavoro nel campo della moda e della grafica pubblicitaria. Il risultato caravaggesco è di forte impatto. La cura per luci, costumi e location rende le foto fuori dal tempo, più simili a quadri che prodotti usciti da un set fotografico.
 
 
 

Life is Peachy – Korn

Life is Peachy – Korn
 
 
La copertina di Life is Peachy è affidata al fotografo di Seoul Stephen Stickler, trapiantato in California negli anni 70. L’infanzia minacciata e il male nascosto nelle profondità dell’animo umano sono tematiche molto care alla band di Jonhatan Davis che si traducono in un artwork che ruota attorno all’immagine di un bambino e di un ombra malvagia che troneggia alle sue spalle.
 
 
 

Frances The Mute – Mars Volta

Frances The Mute - Mars Volta
 
 
Frances The Mute segna la seconda collaborazione della band con Storm Thorgerson, designer e fotografo britannico noto soprattutto per i suoi lavori con i Pink Floyd. L’artwork, curato insieme a Peter Curzon, Dan Abbott, e Bill Thorgerson, porta il suo marchio di fabbrica con immagini finemente dettagliate e realistiche che si sposano con un concept album che trae ispirazione dal ritrovamento di un diario abbandonato in una macchina. Il risultato è così vicino al surrealismo di Magritte che il confine tra ispirazione e citazione diviene molto labile.
 
 
 

Mellon Collie and the Infinite Sadness – The Smashing Pumpkins

Mellon Collie and the Infinite Sadness - The Smashing Pumpkins
 
 
Il doppio album della band di Billy Corgan è diventato il simbolo e anche l’apice della loro intera carriera. Le immagini associate ad esso sono diventate un must come i costumi di epoca vittoriana nel video Tonight Tonight, la testa rasata del cantante o la sua t-shirt nera con la scritta Zero. Il creatore dell’artwork è John Craig, illustratore di Pittsburgh che attraverso il collage e la sovrapposizione delle bozze inviategli via fax da Corgan ha dato vita all’intero booklet. L’immagine di copertina di Mellon Collie and the Infinite Sadness è ispirata al dipinto di Raffaello, Santa Caterina d’Alessandria e a La Fedeltà di Jean-Baptiste Greuze.
 
 
 
 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM The Blues Brothers.

 

Partecipa alla discussione! 17 Commenti

  • Blogghidee ha detto:

    Bellissimo post, complimenti!!! Quando la musica si sposa con l’arte, si creano cose grandiose!!!

  • Bruno Ottavi ha detto:

    METALLICA – MASTER OF PUPPETS

    Curiosita’…vorrei sapere se, secondo voi, il mio pensiero e’ corretto. Dalla scritta principale “Metallica”, la punta piu’ alta della ideale e fondamentale piramide visiva, partono una serie di collegamenti alle lapidi ingnote. Un filo per ogni lapide. La scritta stessa, e’ ” magicamente” tenuta stabile da due mani scure appena accennate. Come se questa forza ingnota, governasse i Metallica e, tramite loro, governare ogni singolo individuo, decidendo cosi’ se deve vivere o morire. Come il complotto mondiale che ci stanno facendo senza che ce ne accorgiamo.

    Grazie amici

    • Enzo Morandini ha detto:

      Questa copertina si presta a tantissime interpretazioni soprattutto dopo l’ascolto delle tracce del disco…Magari Hetfield e soci erano partiti solo con l’idea di sottolineare la dipendenza dalle droghe pesanti. La bellezza della musica però è proprio questa, acquisisce vita propria non cristallizzandosi nell’idea del suo autore.

  • Bruno Ottavi ha detto:

    PINK FLOYD – THE DARK SIDE OF THE MOON

    Altra “riflessione”.
    La piramide usata per l’album di punta dei PINK FLOYD, (quello disegnato in copertina NON è un “prisma” come riportato nella descrizione; la luce bianca che entra e si scompone diventando arcobaleno, è il risultato dell’effetto prisma, ma geometricamente parlando quella è una piramide) è un simbolo geroglifico perfetto.
    Quando dalla metà di ogni cateto (lato) di qualsiasi triangolo, rettangolo, isoscele o scaleno, facciamo partire un segmento che raggiunge il vertice angolare opposto, il punto di unione dei tre segmenti ne determina il baricentro perfetto della piramide.
    Ho scritto Geroglifico perché, tramite il disegno di qualsiasi cosa, riusciamo a comunicare nel modo più semplice esistente. La scrittura è varia e multiforme.
    Se invece disegno ad esempio una piramide, anche un abitante preso a caso a Pechino, campisce che cosa è.

    Essendo l’album di punta, doveva avere un effetto inconscio, importate e unico.
    Ce l’anno fatta.

    Come guardando una mela morsicata la colleghiamo istantaneamente a Apple Inc., quando guardiamo una piramide con l’arcobaleno, la colleghiamo direttamente e inequivocabilmente ai PINK FLOYD.

    I PINK FLOYD, sono stati musicalmente e mentalmente il gruppo che ha rotto le “regole” della musica.

    Grazie PINK FLOYD.

  • Bruno Ottavi ha detto:

    I “quattro mori” ci uniscono Enzo…io sono nato ad Alghero e la mamma è di Villanova Monteleone…

  • Andrea Cimice Portoghese ha detto:

    Il ragazzo ritratto in copertina di WAR si chiama Peter Rowan ed è il fratello minore di un caro amico degli U2: Derek “Guggi” Rowan, il cantante dei Virgin Prunes.

  • Roberto Bragaloni ha detto:

    ma le copertine dei TUBES ?

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