Anche il linguaggio, come ogni prodotto, subisce il fascino e l’influenza delle mode. Succede così che in determinati periodi alcune parole siano più in voga rispetto ad altre. Oggi, per esempio, si sente parlare spesso di storytelling nell’ambito del content marketing: un concetto tanto importante quanto, ultimamente, abusato. Ma cosa significa realmente? E soprattutto, perché lo storytelling è importante per un’azienda?
 

 

Cosa è lo storytelling: l’arte del narrarsi

Questo termine anglosassone è difficile da tradurre in una sola parola: non significa infatti soltanto “raccontare”, bensì creare delle storie e costruire la propria identità attraverso il racconto. L’idea alla base di questa pratica utilizzata in vari ambiti è quella di comunicare attraverso la narrazione. Per un’azienda, in particolare, significa veicolare al pubblico i propri valori, la propria mission e vision, attraverso quello che viene chiamato il corporate storytelling, cioè storytelling aziendale.

L’azienda può raccontare se stessa in diversi modi (può puntare su una strategia di visual storytelling o affidarsi alle parole di un copywriter), attraverso diversi mezzi o canali (mezzi tradizionali, blog, social media), e da differenti punti di vista.

Per ogni realtà imprenditoriale è necessario costruire una narrazione ad hoc, che rappresenti la sua identità e trasmetta i valori a pubblico e clientela

Raccontarsi dunque e, aggiungo io, aprire al dialogo con il proprio pubblico.
Ma perché tutto questo è importante per un’impresa? Le risposte sono molteplici, i case history di successo innumerevoli. Per il momento ho pensato di fare un piccolo e essenziale elenco che spieghi perché raccontarsi in modo efficace può fare la differenza.

Tre buoni motivi per fare storytelling aziendale

  1. Piacere, sono il brand!

Ciò che un tempo facevano i miti, le fiabe, e le narrazioni popolari, oggi fanno i film, i romanzi, le serie tv. E le campagne pubblicitarie ben fatte. Attraverso la simbologia del racconto infatti, si esprimono concetti complessi e, soprattutto, i valori di un marchio. Questi valori che definiscono l’identità stessa del brand passano anche attraverso una narrazione delle persone che fanno parte dell’azienda. Per esempio, la famosa pagina “Chi siamo” di un sito dovrebbe fare proprio questo: raccontare l’esperienza di chi l’azienda la vive ogni giorno, per creare un rapporto di fiducia con il pubblico.

 

  1. Dialogare, emozionare, persuadere

Nell’epoca dei social media parlare solo del tuo prodotto non basta più. La comunicazione non è più unidirezionale: è necessario creare interesse e coinvolgimento, stimolare delle conversazioni, creare relazioni.
Mentre la mera promozione di sé o dei propri prodotti può risultare fastidiosa, le storie sono in grado di suscitare emozioni. E le emozioni hanno un grande potere: quello di persuadere.

 

  1. Spiccare tra i tanti e farsi scegliere

Come differenziarsi dalla concorrenza? Diventando un punto di riferimento, fornendo contenuti utili e coinvolgenti.
Le storie sintetizzano in forma narrativa ciò che un’azienda o un prodotto possono fare per i clienti. Attraverso lo storytelling aziendale è possibile rilanciare (o lanciare) la propria realtà, mostrando di accogliere il cambiamento del mercato e del mondo della comunicazione. E mostrando in cosa si è differenti dagli altri.
Raccontarsi, dunque, aumenta la possibilità di essere letti (o visti), di orientare le scelte del pubblico e di essere scelti.
 

 

Prendere esempio dai grandi: tre colossi si raccontano

Qualche idea per capire meglio cosa si intende con storytelling d’impresa? Ecco gli esempi di tre grosse aziende che hanno deciso di raccontare il proprio marchio attraverso diversi canali, strumenti e modalità.

 

  1. Ikea: quando brand si racconta, tu ti senti a casa

Ikea: quale migliore narrazione, per il colosso dell’arredamento a buon mercato, di quella che pone la casa e i suoi abitanti al centro delle storie? Attraverso un ottimo utilizzo del visual storytelling e di copy efficaci, l’azienda ha attivato un meccanismo di riconoscimento e immedesimazione in chi guarda. Gli annunci, i video e perfino i cataloghi, non mostrano case perfette, impeccabili. Perché? Perché questi prodotti non puntano certo sull’esclusività del marchio o sul valore inestimabile
del prodotto: Ikea è per tutti. La casa che ti mostrano ti sembra accogliente proprio perché potrebbe essere la tua. Ikea vince perché sceglie una comunicazione emozionale, senza rinunciare a un’arma potentissima: l’ironia.

 

 

  1. Alce Nero: storie e persone dietro a un marchio

Il racconto di un’azienda comincia dall’interno. Perché allora non coinvolgere i propri dipendenti in una narrazione collettiva? È quello che ha fatto Alce Nero con il progetto Cibo Vero: un viaggio nell’Italia agricola che racconta le storie dei produttori, dagli apicoltori biologici fino ai mugnai, che è diventato anche un libro.

 

  1. Bauli: una relazione preferenziale con il proprio Le loro storie.

In Italia, Natale fa rima con Bauli, e spero non se la prendano gli amanti del panettone. Ed è proprio in occasione del Natale 2012 che Bauli ha creato addirittura un’app per inviare gli auguri su Facebook, ad uso dei propri consumatori, con tanto di grafica e copy creati ad hoc. Certo, la frase d’invito recitava il famoso payoff “A Natale puoi…”, ma lasciava poi lo spazio vuoto, da riempire con la propria personale narrazione. L’azienda ha inoltre lanciato degli hashtag a tema, con l’invito di condividere messaggi d’auguri e foto su Twitter e Instagram: testi e immagini che sono stati poi raccolti sul sito della Bauli. Un ottimo esempio di come si possano usare le varie piattaforme social per fare corporate storytelling, coinvolgendo il proprio target in prima persona.

Lasciarsi ispirare dai grandi è sempre una buona pratica. Anche nel caso delle piccole aziende, lo storytelling è uno strumento forte, che crea valore e engagement. Ogni brand infatti, piccolo o grande che sia, ha un potenziale narrativo da riconoscere, valorizzare e, infine, trasmettere.
 

 

Come fare storytelling efficace?

Per fare tutto questo, e fare in modo che sia efficace, sono necessarie competenze.
Non basta avere una buona storia da raccontare, non basta postare qualche foto su Instagram con gli hashtag di tendenza: è necessaria una strategia che sia frutto della collaborazione tra diverse professionalità, che nasca da un’analisi del target e e da chiari obiettivi prefissati.
Seguirà il lavoro di scrittura ad opera di un copy o di un blogger: una figura che abbia la capacità di creare una buona narrazione, emozionale e coinvolgente, sulla base della strategia e degli obiettivi definiti in precedenza.
Fondamentali, poi, i visual: tutto ciò che concorre a creare l’esperienza migliore per l’utente, dalla cura delle immagini a quella dell’aspetto grafico e del design, partecipa in prima linea alla narrazione.

 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Stranger than Fiction.

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