A volte dovrebbe davvero bastare il pensiero. Ma spesso, non ci si ferma a quello. È necessario per forza farlo diventare un altro, inutile regalo. Non solo inutile, ma anche brutto. Ed ecco che comincia il teatro del “ma che bello, non dovevi!”, quando in realtà si tratta di un oggetto orripilante o che non ha minimamente a che fare con i nostri gusti.
Ma non solo il più brutto: può trattarsi anche del regalo “più sbagliato”, come mi fa notare Nicoletta, la nostra social media manager, mentre parlo con lei di questo argomento.
“Ad esempio?”, le domando.
“Un dopobarba”, risponde seraficamente.
Regalare un dopobarba ad una ragazza è senza dubbio un regalo originale, per usare un eufemismo. Per certi versi, uno di quei regali che mettono in dubbio tutte le tue certezze visto che, prosegue nel raccontarmi, di aver vissuto un attimo di smarrimento e confusione circa la sua identità. Non nega tuttavia (con un pizzico di orgoglio) di andare molto fiera di quel regalo. C’è da dire che, a proposito di questo tema, a me una volta è stato regalato un profumo. Ora, chi mi conosce sa che nella mia routine non utilizzo profumi, al di là di quelli che hai sulla pelle per via del bagnoschiuma o dello shampoo. Nutro una certa riluttanza per le profumazioni forti, alle quali preferisco le tonalità neutre. Fattostà che fu proprio il mio migliore amico a regalarmi un profumo, per Natale. Mettendomi a ridere, gli dissi che aveva toppato alla grande, e che non lo avrei mai usato. Visto che lui, invece, di profumi ne usa parecchi, mi ha proposto di poterlo utilizzare, e di regalarglielo. Mi è sembrata un’ottima idea, visto che a casa mia avrebbe fatto la muffa.
Chiedendo al resto del Dirty Work team quali storie avvincenti abbiano da raccontarmi su questo tema, faccio i miei vivissimi complimenti all’autore del regalo per Tiziana, la nostra strategist, che racconta di aver ricevuto come dono di Natale una decorazione di Natale, il giorno di Natale. Probabilmente perché quelle di Pasqua non erano in saldo, ho pensato. Me lo sono tenuto per me. e Eugenio, il nostro web designer, ha rovinato un po’ il clima di rabbia e frustrazione sull’argomento facendo il romantico: “Non riesco a segnalare nulla di interessante a riguardo. Il regalo, il dono, è per me una possibilità da accogliere con grande amore, che sia un cavatappi a forma di corpo femminile o un tirapeli da naso”, ha raccontato.
È evidente che qualcuno deve ancora regalarti qualcosa di fuori luogo. Come è successo, tra l’altro, anche ad Enzo, che racconta che c’è stata una volta, sì, in cui davvero sarebbe bastato il pensiero, piuttosto che il regalo. “Quando?”, gli domando. “Quella volta che ho ricevuto una cintura pitonata manco fossi il braccio destro di Mr. Crocodile Dundee”, risponde.
In effetti, quando si tratta di regali di Natale, sembra proprio che al peggio non ci sia mai fine. Per cui, almeno questo Natale, sforziamoci di regalare la cosa giusta alla persona giusta. Oppure, onde evitare inutili sprechi e situazioni imbarazzanti, accontentiamoci di averci provato a pensare, ma di aver avuto l’accortezza e la saggezza di non averlo fatto.
IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Gremlins.
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