Anche l’anno appena passato, il 2017, si è circondato di fantastici Epic Fail di brand importanti, che per un motivo o per un altro, sono venuti meno alla regola più rilevante del social media marketing: non è importante cosa comunichi, ma come lo comunichi.

Capita infatti, che anche i brand più blasonati inciampino su questo piccolo dettaglio: la prima conseguenza è l’intera community di seguaci che si rivolta contro il brand, processando mediaticamente l’intera campagna; la seconda conseguenza è invece questo nostro articolo!

Ecco una selezione degli Epic Fail più rilevanti del 2017.

 

 

Il caso Pandora

“Un ferro da stiro, un pigiama, un grembiule, un bracciale Pandora. Secondo te cosa la farebbe felice?” 

epic fail pandora

 

Questo cartellone pubblicitario è apparso per la prima volta alla fermata metropolitana del Duomo di Milano, quindi in un punto strategico in cui il flusso di persone è davvero elevato.

Ed elevata è stata anche la critica nei social. La maggior parte degli utenti web ha infatti criticato fortemente il brand, accusandolo di pubblicità sessista e, soprattutto, retrograda nei confronti delle donne.

Anche l’organizzazione no-profit Lefanfarlo ha commentato così:

“E voi amiche cosa vi aspettate di trovare sotto l’albero? Un ferro da stiro oppure un grembiule?”

Pandora ha cercato di correre quanto prima ai ripari, con questo messaggio:

 

social media marketing pandora

 

E tu, cosa ne pensi?

 
 
 
Il caso Dove
 

 

Con il caso Dove si passa ad un altro tema molto caldo: il razzismo. Come si può valutare una pubblicità che mostra una ragazza nera diventare bianca, grazie al trattamento con il bagnoschiuma Dove?

Frutto di una strategia comunicativa un po’ troppo frettolosa, che non prende in considerazione l’effetto che può suscitare sugli utenti, questa pubblicità è stata giudicata puramente razzista dal popolo web, tanto razzista da essere stata ritirata in breve tempo dal brand!

Ecco il loro messaggio di scuse su Twitter: “Volevamo solo testimoniare che rappresentiamo le donne di qualsiasi colore. Ci dispiace se abbiamo offeso qualcuno”

 

epic fail dove

 

 

 

Il caso Buondì

Questo caso, in realtà, non so se vada annoverato tra gli Epic Fail del 2017 o tra gli Epic Win 2017. Sicuramente ha creato non pochi grattacapi al brand Buondì Motta, ma al contempo, ha generato un funnel mediatico che conferma la regola del “l’importante che se ne parli!

E sì, si è parlato davvero tanto, tra chi ha sostenuto la campagna apprezzando la trovata geniale e lo storytelling a puntate volto ad abbattere i classici stereotipi delle famiglie perfette, e chi invece ha fortemente criticato l’incenerimento della figura della madre e del padre.
 

 

 

 
 

Il caso Carpisa

La campagna realizzata dal famoso brand produttore di borse promuoveva l’offerta di uno stage in azienda, con un compenso forfettario di 500€ a chi avrebbe vinto il loro contest. La modalità per partecipare erano però alquanto bislacche: il primo step del concorso consisteva nell’acquisto di una borsa da donna della collezione 2017/2018, dove nello scontrino sarebbe stato riportato un codice sconto per poter partecipare al concorso e compilare l’application, nella quale ogni partecipante avrebbe dovuto inserire, oltre ai suoi dati personali, anche un piano di comunicazione per l’azienda di pelletteria.

 

epic fail carpisa

 

A questo post sono succeduti, inevitabilmente, critiche sulla concezione del lavoro promossa dal brand, come se un’opportunità lavorativa andasse in realtà pagata. Ecco alcuni dei commenti in risposta al post:

 

epic fail social media

 

 
 

Il caso Nuvenia

L’ultimo epic fail del 2017 riguarda l’azienda di prodotti di igiene intima Nuvenia. Sulla pagina Facebook della loro pagina aziendale è stata pubblicata un’immagine con post per la promozione della campagna…con però evidente l’iStock. Si tratta di un grandissimo epic fail, che non può che strappare qualche risata!

 

epic fail nuvenia

 

 

Se hai qualche altro epic fail segnalalo nei commenti!

 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Scemo & più scemo.
 

Lascia un commento

© 2015-2018 DIRTY WORK
Web Design Grafica Comunicazione