Diciamocelo: vent’anni fa le cose erano più facili. Potevi spammare il tuo sito di chiavi di ricerca (magari sovrapponendoci delle immagini sopra in maniera tale che l’utente non le vedesse), e il gioco era fatto. Sembra un’epoca fa, e invece stiamo parlando dei primi anni duemila. Di algoritmi ne sono passati sotto i ponti. I motori di ricerca sono diventati più complessi, più abili. Insomma: è molto più difficile fregarli. Io mi immagino Google come un mostro divoratore di universi, o meglio: divoratore di storie. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale può fare tutto, non ci rimane che fare quello che (ancora) non è in grado di fare: raccontare storie autentiche, originali. Si potrebbe dire che, la cosa che differenzia noi umani dall’IA è che noi… siamo umani. Mi piacerebbe dirti che questo è tutto, e invece no. Io che di lavoro ho il privilegio di raccontare le storie per i brand, di scovare l’autenticità umana dietro i prodotti, oggi ti racconto un’altra storia.

Una storia che non ti piacerà, fatta di numeri, dati e di evoluzioni digitali. Anzi, evoluzioni culturali. Perché qui ci troviamo di fronte ad un vero e proprio determinismo tecnologico. L’intelligenza artificiale ha cambiato per sempre le nostre abitudini e il nostro modo di fare le cose, in particolare nella nostra navigazione quotidiana.

 

 

 

 

Le Zero-Click Searches sono in aumento

Se sei uno pigro quando fai ricerche sui motori di ricerca, ho buone notizie per te: adesso sarà ancora tutto più immediato e personalizzato. Avrai quello che cerchi ancora prima che tu lo chieda. Ma se sei un’azienda o un brand che si sta domandando come puoi, nel 2025 (e in futuro) farti trovare attraverso la ricerca organica, beh, non ho buone notizie da darti.
Buttiamo giù qualche numero per capire meglio di cosa stiamo parlando. Le percentuali di click-through (CTR) organiche stanno diminuendo a causa delle AI Overview di Google che rispondono direttamente nella SERP. Detto in parole facili:

 

Google ha costruito un muro tra te e i tuoi potenziali clienti

 

Prima, se qualcuno avesse cercato informazioni sul tuo settore, ci sarebbero state buone probabilità che finisse sul tuo sito. Ora Google gli dà la risposta direttamente, e il tuo brand rimane invisibile. È come avere un negozio perfetto in una strada dove è stato costruito un centro commerciale che vende tutto quello che vendi tu, gratis.

 

 

 

 

L’impatto dell’intelligenza artificiale sui motori di ricerca

Pensaci un attimo: chiunque tu sia, sono abbastanza certo che almeno una volta hai fatto una ricerca attraverso l’intelligenza artificiale, così come la facevi prima su un motore di ricerca. Aggiungici il fatto che Google ha integrato Gemini, che ora appare come la prima risposta nelle chiavi di ricerca, e sono certo che capirai di cosa sto parlando. Si tratta di un cambiamento epocale nel modo in cui facciamo ricerca. La Search Generative Experience sfrutta l’intelligenza artificiale per produrre risposte custom, cucite su misura per noi. E lo fa miscelando diverse informazioni che reputa affidabili, cercando trasversalmente su diverse piattaforme.

A questo aggiungiamo altre belle cose: sempre più persone utilizzano i social media per cercare prodotti o servizi, come ad esempio TikTok, Instagram o Pinterest e anche questo significa che la SEO sta cambiando. Inoltre, sempre più utenti si affidano a piattaforme come Reddit per verificare l’autenticità di un certo argomento. Questo perché, l’intelligenza artificiale ti offre tutto e subito, ma c’è ancora un po’ di sano timore (e spirito critico) tale per cui l’utenza preferisce perdere un po’ più di tempo a leggere discussioni e topic, prima di fare la propria scelta. Forse c’è ancora speranza per il mondo.

 

 

 

 

Smetti di inseguire Google e inizia a essere ovunque

In tutto questo discorso, qual è la morale della favola? La buona notizia è che non devi arrenderti. La cattiva è che devi lavorare il triplo, ma in modo più intelligente.

L’intelligenza artificiale non crea informazioni dal nulla: apprende dai dati disponibili online, raccolti da fonti pubbliche accessibili. Se la tua presenza è limitata al tuo sito web, le probabilità che un sistema AI ti trovi o ti comprenda si riducono. Ma se sei presente su LinkedIn, YouTube, podcast, community come Reddit, forum di settore, interviste e articoli pubblicati da terze parti, aumenti significativamente la tua visibilità e la possibilità di essere incluso nei risultati generati dall’AI. È la strategia del “essere ovunque”. C’è chi la chiama Everywere Strategy. Chiamiamola come vogliamo, ma la sostanza non cambia.

 

Non puoi più permetterti di essere solo bravo, devi essere bravo e presente

 

L’AI è come un pescatore: più ami butti in acqua, più pesci prendi. Solo che in questo caso, i pesci sono le citazioni e le menzioni, e l’acqua è tutto l’ecosistema digitale.

 

 

 

 

Il paradosso dell’autenticità nell’era dell’IA

Qui arriviamo al punto più interessante: mentre tutti si affannano a creare contenuti “AI-friendly”, la vera differenza la fanno ancora le storie autentiche. Quelle che raccontano di fallimenti, di successi sudati, di persone vere dietro i brand. L’AI può riassumere tutto, ma non può creare l’emozione che nasce da una storia ben raccontata (lo so, sembra che sto buttando l’acqua al mio mulino, quello dello storytelling, ma non è colpa mia se le cose funzionano ancora così).

 

 

Sopravvivere ai tempi dell’onnipresenza digitale

Quindi, ricapitolando: le cose prima funzionavano in un certo modo, e ora non più. La SEO sta mutando (anzi: è mutata) profondamente e tocca farci i conti. Come? Racconta la tua storia su LinkedIn, condividi la tua expertise su YouTube, partecipa alle conversazioni su Reddit, crea contenuti che le persone vogliono condividere.

Perché alla fine, l’intelligenza artificiale potrà anche averci fregato il traffico organico, ma non può fregarci la capacità di essere umani. E quella, almeno per ora, rimane la nostra arma più potente, anche se a volte ce ne dimentichiamo.

La verità scomoda? Il gioco è cambiato per sempre. Chi si adatta vince. Ora lo sai. Ora non hai più scuse. Comincia con il raccontare la tua storia. Il resto verrà da sé.
 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Balla coi lupi.

 

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