Ancora qualche settimana e poi si va in vacanza. Il meritato e ambito riposo estivo è fondamentale per rigenerarci, ma soprattutto per fare quello che, nel corso dell’anno, difficilmente si può fare.
Così, dato che con il Dirty Team condivido la passione per la lettura, mi è venuto in mente di chiedere al resto del gruppo quali libri si sarebbero portati sotto l’ombrellone. Ma chiacchierando con i ragazzi sono emerse cose molto interessanti, che vanno anche al di là della questione dei libri.
Ad esempio, con Enzo, il nostro art director ho scoperto di avere in comune non solo la passione per la musica metal, ma anche l’odio per la spiaggia. Infatti, proprio a proposito di letture da fare sotto l’ombrellone, mi racconta che, per lui, “La spiaggia è uno dei peggiori ambienti possibili in cui si possa tentare di leggere. In Sardegna ad agosto le spiagge sono dei gironi infernali, rumorose e affollate. Il suono della risacca è sovrastato da quella dei featuring improponibili che ambiscono alla nomea di tormentone, ma che Dio li maledica”. E come non essere d’accordo. E non che io non abbia letto migliaia di pagine in spiaggia, ma l’ho fatto perché, personalmente, reputo l’arte dell’abbronzarsi una inutile, clamorosa perdita di tempo, per cui in qualche modo dovevo passare quelle scottanti ore.
Ma passando ai libri, cosa leggerà questa estate l’art director di Dirty Work?
Sicuramente questi due: Gesù lava più bianco: Ovvero come la Chiesa inventò il marketing di Bruno Ballardini e L’arte di saper ascoltare di Plutarco. Riguardo a quest’ultimo, mi ricorda ironicamente, di averglielo prestato io. Nonostante mi abbia detto che, a suo avviso, il mio consiglio è metafora di qualcosa, molto meno subdolamente di quanto si possa pensare, io trovo che il volume di Plutarco in questione sia davvero un bel libro ma, a maggior ragione, un ottimo libro per chi si occupa di Comunicazione. E questo per una ragione molto semplice: per poter parlare di qualcosa, bisogna prima avere la pazienza, l’umiltà e la capacità di ascoltare. Solo successivamente ci si può permettere di comunicare ciò di cui si discute, inteso nel senso etimologico del termine, ovvero esporlo alla comunità. Sarà che, dato che mi occupo di copywriting e di branding, per me è fondamentale sprofondare nell’argomento di cui tratto, per poi tradurlo al meglio secondo le dinamiche del brand che le tratta (in realtà è che ho studiato Filosofia, sono abituato e per me un argomento va sviscerato nella sua totalità, prima di poterne parlare, ma vabbè).
Eugenio, mi racconta che ha intenzione di recuperare un classico contemporaneo
Quando facciamo la nostra videocall/aperitivo con il nostro web designer Eugenio, mi parla di Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Perfetto per una lettura in spiaggia, non c’è dubbio. Oltre a questo, mi segnala anche un altro libro, dal titolo un po’ altisonante, Il cammino dell’uomo superiore di David Deida. Ho preferito non approfondire i contenuti di questo volume. Ma lui ci teneva tanto a sottolineare di come si trattasse di un libro controverso, e mi ha invitato a leggerne qualche pagina. Così ho deciso di aggiungere anche questo volume alla lista dei mille libri che ho ancora da leggere.
A proposito di libri sotto l’ombrellone, mi era già capitato in passato di affrontare l’argomento letture con Tiziana
Con la nostra strategist condivido la passione per i grandi classici. Mi racconta infatti che, per questa estate si dedicherà a due filoni belli impegnativi: da un lato saggi di psicologia; dall’altro, appunto la (ri)lettura dei grandi classici. Mi spiega che “I primi stimolano la riflessione e diventano poi materia di discussione con compagno e amici. I secondi creano quella sensazione di bolla temporale e in quest’epoca digitale e frettolosa è come se mi portassero a rallentare forzatamente, avvolgendomi quasi in un senso di piacevole noia”.
Nel suo trolley, mi racconta, ci saranno questi compagni di viaggio: I 4 colori della personalità di Lucia Giovannini e Nicola Riva; Perfetti o felici di Stefania Andreoli e Anna Karenina Di Lev Tolstoj. E grazie al suo elenco mi ricordo che, in effetti, a me piacciono sì i classici, ma non tutti. Quelli russi proprio non li sopporto. Ad eccezione di Bulgakov, difficilmente in vita mia mi confronterò con quella letteratura pesantissima. Ma, come si dice, de gustibus, no? Sicuramente, posso capire come Tolstoj ti costringa a rallentare il tuo tempo interiore, e ancora di più condivido quella sensazione di noia, che lei definisce piacevole, io la definirei noia e basta, con autori simili.
In questo giro di interviste letterarie mi sento più affine a Nicoletta
Infatti, mentre ci beviamo l’ultimo aperitivo estivo, prima di salutarci per le vacanze, mi racconta che, reduce dalla tesi di laurea in Comunicazione, questa estate si è promessa che l’unica cosa che leggerà sotto l’ombrellone saranno le etichette delle patatine. Ho trovato questa espressione poetica. Davvero. E devo dire che ha tutta la mia comprensione, dato che dopo la mia tesi magistrale in Filosofia, nel 2018, ho avuto anche io un rifiuto alla lettura che è durato quasi un anno. Eh sì, cose che capitano.
“E tu cosa leggerai questa estate?”, mi domanda.
Ci siamo lasciati senza una risposta da parte mia. Devo dire che ancora non ci ho pensato. Le mie letture generalmente ruotano attorno alla saggistica filosofica. Ho iniziato tempo fa L’essenza del cristianesimo di Feuerbach, e avevo intenzione di leggere anche L’uomo a una dimensione di Marcuse. Ma sono reduce da un trasloco che mi ha tolto non poche energie (e la cosa divertente è che la maggior parte degli scatoloni che ho traslocato contenevano libri), per cui, forse, quest’estate potrei prendermi una piccola pausa dalla lettura. Tanto ho tutto il resto dell’anno per poter leggere.
IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Cose nostre – Malavita.
Sono lontani i tempi in cui in bagno si leggevano le etichette degli shampoo…

