Tante persone utilizzano sempre di più l’intelligenza artificiale per organizzare le proprie vacanze. Che si tratti di trovare gli hotel giusti o un vero e proprio itinerario in una città storica, l’intelligenza artificiale sta cambiando il nostro comportamento anche nel tempo libero, “decidendo” per noi che cosa andare a scoprire.
Un viaggio in Francia, una figlia di otto mesi e tanti castelli
Due anni fa, con mia moglie abbiamo deciso di organizzare un viaggio in Francia per visitare i castelli della Loira e, successivamente, andare a trovare dei cari amici in Normandia. Non potendoci permettere un’agenzia di viaggi, abbiamo chiesto a ChatGPT di costruirci un itinerario sostenibile, date le nostre esigenze.
Non posso dire di avere un bel ricordo di quelle vacanze, ma di certo non per colpa dell’intelligenza artificiale. È che il viaggio è risultato essere molto scomodo, e lungo, dato che avevamo noleggiato un’auto e il percorso previsto ci avrebbe chiesto, nell’arco delle due settimane, sei ore di auto. Al di là delle considerazioni personali, non posso negare che l’intelligenza artificiale sia stata un valido alleato per scoprire tappe e itinerari. Abbiamo visitato diversi castelli della Loira (tra l’altro, ho scoperto che la maggior parte erano veri e propri regali che i regnanti dell’epoca facevano alle proprie mogli, con nessuno scopo difensivo), per poi proseguire verso la Normandia, in una città, Rouen, dove vivono dei nostri cari amici.
Questa estate non ho previsto di viaggiare, ma probabilmente avrei ceduto alla tentazione di farmi consigliare dall’intelligenza artificiale qualche itinerario. Tuttavia, avendo appena compiuto un trasloco a Roma, non escludo di poter organizzare qualche tappa, magari per scoprire luoghi interessanti che questa città nasconde nelle sue infinite strade.
L’importanza di perdersi mentre si viaggia
Enzo mi racconta che, invece, proprio quest’estate si è promesso di non utilizzare l’intelligenza artificiale per questo genere di cose.
Caro Stefano posso dirti come non mi farò aiutare dall’AI per le mie vacanze. Mentre tutti si chiedono come l’AI possa ottimizzare le loro vacanze perfette, io ho deciso di prendere la strada opposta. Quest’estate voglio disimparare l’ossessione per l’efficienza e riscoprire il piacere di essere completamente, deliziosamente, inefficiente. In un post avevo parlato dei Papalagi e di come il capo samoano Tuiavii aveva capito tutto più di un secolo fa. Noi occidentali, e non solo, siamo diventati schiavi delle nostre stesse creazioni, ossessionati dal fare, dal produrre, dall’ottimizzare ogni singolo momento. E ora che abbiamo l’AI, rischiamo di portare questa ossessione anche nelle nostre vacanze.
Quest’estate il mio unico algoritmo sarà l’istinto
Altro che ottimizzazione: rallento, mi pianto, sparisco. Il mio unico obiettivo sarà rallentare fino a fermarmi completamente. Perché in un mondo che corre sempre più veloce, il vero lusso non è avere l’AI che ti pianifica la vacanza perfetta. Il vero lusso è perdersi completamente, sbagliare strada e sprecare tempo.
Intelligenza Artificiale, vacanze e nomadismo digitale
Eugenio racconta invece che, pur non avendola mai utilizzata, non esclude di farlo in futuro. Lui, che ama viaggiare, non ha ancora un’idea precisa in merito.
Qui la situazione si complica. In qualità di nomade digitale, sono sempre in giro. Viaggio e lavoro tutto l’anno e sino a oggi non ho ancora sentito la necessità di chiedere a ChatGPT di organizzare i miei itinerari. Molti lo fanno e i feedback sono tutti meravigliosamente positivi. Potrebbe essere un buon proposito per settembre.
Il segreto per farsi consigliare un itinerario perfetto con l’intelligenza artificiale
Ma allora è giusto oppure no utilizzare l’intelligenza artificiale (anche) per sviluppare un itinerario di viaggio? Come sempre, dipende da come utilizzi questo strumento. E soprattutto, dalla tua capacità di essere preciso e specifico su quello che vuoi, come lo vuoi e quando lo vuoi. Me lo spiega bene Martina, che addirittura mi racconta che l’intelligenza artificiale è un ottimo strumento come guida turista. Se utilizzata come si deve.
Un ambito in cui l’AI risponde con una precisione quasi disarmante, è sicuramente quello relativo all’organizzazione di viaggi e vacanze.
In particolare, ChatGPT può ritenersi particolarmente puntuale nella raccolta di informazioni, nella loro rielaborazione e nella stesura di piani di viaggio sorprendentemente dettagliati.
Ovviamente tutto dipende da quanto ci si porti autonomamente avanti nella rispettiva organizzazione.
Una volta decisa la destinazione, la durata del viaggio, la compagnia, eventuali escursioni fuori porta e il tipo di vacanza ricercata, l’AI riesce spesso a imbastire un vero e proprio itinerario su misura, pensato per rispondere anche alle richieste dei più esigenti.
Vuoi un consiglio? Sii specifico e coinciso.
più dettagli fornirai, più l’output sarà preciso e coerente con le tue aspettative
Al contrario, se ti limiti a fornire poche informazioni indispensabili, non sorprenderti se il tuo viaggio prevederà la visita di cinque monumenti in una sola giornata e, per di più, distanti 40 minuti a piedi l’uno dall’altro. Insomma, al giorno d’oggi l’AI può essere un ottimo alleato nella progettazione del tuo viaggio a patto che tu sappia cosa chiedere!
Scoprire luoghi attraverso l’intelligenza artificiale
Ho la fortuna di essere circondato da persone che non solo la pensano diversamente da me, ma anche fra di loro. Potrai pensare che, se abbiamo modi così distanti di vedere il mondo su una questione come questa, allora lavorare insieme sarà molto difficile. E invece no. È proprio questa la ricchezza e la linfa vitale del mio lavoro: il confronto e la dialettica. Quando ho chiesto ai miei colleghi il loro punto di vista su questo argomento, le loro visioni e le loro conoscenze hanno amplificato e arricchito il mio, senza per questo sottrarmi nel merito della mia idea: piuttosto facendomi scegliere con maggiori strumenti e consapevolezza come organizzarmi le prossime vacanze. Certo, una domanda rimane:
Stiamo perdendo il gusto di sbagliare scoprendo luoghi inaspettati, o ci stiamo organizzando meglio per raggiungere luoghi senza perdere tempo?
La risposta a questa domanda cambia a seconda del modo che hai di vivere il viaggio. E questo non significa che esistano solo due modi contrapposti, ma infinite sfumature. Io, ad esempio, lo ritengo uno strumento utile, purché sia una traccia, una coordinata vaga. Perché per me ci deve essere margine per gli imprevisti ma, allo stesso tempo, ho bisogno di sapere qual è il luogo finale che devo raggiungere.
Ormai viviamo in un’epoca dalla quale non si tornerà più indietro: quella dell’intelligenza artificiale. Ma è importante ricordarsi che, per quel che riguarda il viaggio, abbiamo ancora la libertà di decidere come farlo. E abbiamo ancora più scelta. Possiamo scegliere se goderci il viaggio o, semplicemente, arrivare alla mèta prefissata. Molti dicono che è importante quello che trovi nel cammino. Altri dicono che invece è l’obiettivo l’unica cosa che conta. Io penso che invece sia il come, la cosa fondamentale. Ma anche qui, senza giudizio. Ognuno secondo il modo che ha di vedere il mondo, e di viaggiarci dentro.
IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Napoleon.
Questo tema lo svisceriamo in questi articoli


