Joker, Patrick Bateman e addirittura Jeffrey Dahmer! Sì, hai letto bene: c’è anche chi romanticizza uno dei più famigerati serial killer americani. Ma, che si tratti di persone reali o personaggi di finzione, perché a volte le persone sono attratte da personaggi di questo tipo? E soprattutto, cosa vuol dire “romanticizzare”?

 

 

 

La triade oscura

Esiste una teoria psicologica chiamata “triade oscura” secondo la quale esistono tre diversi tipi di personalità particolarmente “irriverenti”, ovvero:

  • Il narcisismo subclinico: egocentrici, eccessivamente orgogliosi ed egoisti;

  • Il machiavellismo: manipolatori, egoisti, cinici e con un forte disprezzo per la moralità;

  • La psicopatia subclinica: insensibili, crudeli, senza empatia e rimorso.

È importante sottolineare che spesso e volentieri questi tratti si sovrappongono fra loro!

Ti è per caso venuto in mente qualcuno con una di queste personalità? No?

Non c’è problema, ti aiuto io! Ecco alcuni personaggi di film e serie tv che ne sono perfetti esempi.

 

 

Patrick Bateman

Narcisismo subclinico e psicopatia

Ah, il famoso Patrick Bateman…Personaggio principale del film American Psycho (2000): fisico scolpito, uomo di successo dal carisma smisurato, circondato da belle donne. Ma c’è un piccolo problema: dietro questa bellissima facciata si nasconde una persona psicopatica, violenta e completamente priva di empatia. Eppure, se apri TikTok e scrivi il suo nome nella barra di ricerca, ti appariranno probabilmente mille “edit” che non fanno altro che idolatrarlo, mettendo in evidenza il suo status sociale e il suo aspetto fisico, come se gli omicidi di cui era responsabile (o che si era del tutto immaginato) fossero un piccolo dettaglio, un elemento da mettere in secondo piano o addirittura una cosa affascinante.

 

 

The Joker

Psicopatia subclinica

Ne sono più che certo, tutti, anche tu che stai leggendo, hanno visto o sentito parlare almeno una volta nella loro vita di Joker, personaggio storico dell’Universo DC. Le sue ultime versioni sono state interpretate di recente da Joaquin Phoenix, nel 2019 (Joker) e nel 2024 (Joker: Folie à Deux). Il personaggio che ci troviamo davanti mostra chiaramente dei disturbi di natura patologica (ma dai?): non ha empatia, non riconosce le sue emozioni e ha svariate ossessioni. Nonostante sia il “villain” per eccellenza, questo personaggio ha una fanbase smisurata. La gente lo ama, a volte ne è ossessionata…Anche in maniera eccessiva. Ne è un esempio (purtroppo) James Holmes, responsabile del Massacro di Aurora, che ha dichiarato di essere Joker dopo aver ucciso 12 persone e averne ferite 70 sparando all’impazzata in un cinema durante la proiezione del film “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”.

 

 

Tyler Durden

Machiavellismo e narcisismo

Il vicino di posto perfetto per un lungo volo in aereo, se ti piace chiacchierare (e sei schizofrenico)! Se non sai di cosa sto parlando e pensi sia io quello pazzo, ti consiglio di recuperare Fight Club (1999). In questo film Tyler Durden, personaggio secondario con un ruolo importantissimo, incontra il protagonista Edward Norton, un uomo stanco della logorante monotonia della sua vita e dei suoi problemi, e lo spinge piano piano a fondare il “Fight Club” … Da qui non voglio fare altri spoiler sulla trama, vale la pena di vederlo, te lo assicuro!

Tyler è un personaggio unico nel suo genere. All’apparenza trasandato, è una figura estremamente carismatica e ribelle, completamente contro il sistema. Se ne frega delle conseguenze delle sue azioni, spesso e volentieri parecchio violente (anche se mirate e strategiche) e vuole a tutti i costi raggiungere i suoi obiettivi, anche a costo di manipolare e ingannare gli altri.

Anche qui ci troviamo davanti un caso in cui un personaggio con dei tratti particolarmente “oscuri” viene ammirato e “romanticizzato” per il suo fascino, nonostante abbia compiuto azioni terribili! Quelle, come al solito, passano in secondo piano.

 

 

 

 

Il fascino per la triade oscura

Ma cosa porta la gente ad amare questi personaggi, a volte fino all’ossessione?

A parte il “gusto per il proibito” che abbiamo un po’ tutti, diversi studi affermano che le persone che fanno parte della “triade oscura” vengono spesso percepite come attraenti.

Ciò che dà a vedere un narcisista, come Patrick Bateman ad esempio, può essere percepito dalle altre persone come un’ottima autostima e sicurezza di sé. Spesso questi individui investono parecchio tempo nella cura della loro immagine e si impegnano nell’apparire attraenti e desiderabili e, sempre secondo gli studi, hanno successo, specialmente con chi si “innamora” facilmente.

 

 

 

 

Dai film alla vita reale

Ma nel mondo reale c’è davvero chi si “innamora” di veri pazzi assassini?

Romanticizzare personaggi fittizi con tratti oscuri può essere comprensibile, persino normale nell’ambito della narrativa. Il fascino del male è un tema ricorrente in film, serie TV e libri, e spesso queste storie ci permettono di esplorare il lato più oscuro della natura umana senza conseguenze reali.

Ma quando questa idealizzazione si estende a criminali reali, la questione diventa più inquietante.

 

Il rischio non è solo quello di sminuire le sofferenze delle vittime, ma anche di alimentare una pericolosa emulazione

 

È fondamentale domandarsi: fino a che punto possiamo separarci dalla realtà? E soprattutto, perché certe figure ci attraggono così tanto? Forse, invece di idolatrare questi personaggi, dovremmo chiederci cosa dice di noi il loro fascino.

Finora abbiamo citato solo personaggi di film e serie tv. Comunque, la risposta è sì…

 

 

Luigi Mangione

Narcisismo e sociopatia

Non so se di recente ti è capitato di sentire o leggere questo nome (credo proprio di sì). Luigi Nicholas Mangione, un ragazzo di soli 26 anni, affascinante, di buona famiglia, con un percorso accademico d’eccellenza, si è reso responsabile di un omicidio. Ma non di una persona qualunque…ha ucciso Brian Thompson, CEO della UnitedHealthcare, una delle più grandi compagnie di assicurazione sanitaria negli Stati Uniti.

Il caso è esploso e se ne è parlato in tutto il mondo.

Questo gesto estremo aveva un significato profondo:

“Deny” (negare)

“Defend” (difendere)

“Depose” (deporre)

Queste sono le parole incise nei proiettili che hanno posto fine alla vita dell’uomo. E sembrerebbero rappresentare le strategie utilizzate dalle compagnie per non pagare gli assicurati.

Non starò qui a descrivere tutto il caso nei minimi dettagli, fatto sta che Luigi è diventato presto un icona sui social attraverso TikTok e Instagram: per il suo aspetto, per l’azione che ha commesso e per la sua “particolare” personalità e figura.

Una domanda mi sorge spontanea. Si può diventare fan e “romanticizzare” il protagonista di un atto del genere? Stiamo comunque parlando di un assassino…E la cosa fa riflettere parecchio.

Penso che ci troviamo davanti all’esempio perfetto del fenomeno descritto prima, esattamente come accade con i personaggi delle serie tv e dei film. Soltanto che…Qua si tratta della vita reale!

 

 

Jeffrey Dahmer

Psicopatia subclinica

Un nome che fa rabbrividire chiunque sappia cos’ha fatto. Jeffrey Lionel Dahmer, noto come il “mostro di Milwaukee”, è stato un serial killer americano (potremmo anche definirlo IL serial killer “per eccellenza”) che si è reso responsabile di 17 omicidi, effettuati nei modi più disgustosi ed efferati che un essere umano possa immaginare.

Se vuoi saperne di più e hai lo stomaco forte ti consiglio vivamente di guardare la serie su Netflix a lui “dedicata”.

La figura dell’assassino potrebbe anche affascinare se parliamo di film, serie tv o videogiochi, ma prova anche solo per un secondo a metterti nei panni di quelle vittime reali, o delle loro famiglie.

Come si può “romanticizzare” una figura del genere? C’è chi lo ha fatto, anche e soprattutto dopo l’uscita della serie su Netflix. Sui social molti si sono concentrati sul suo aspetto fisico o sul suo “lato umano” e sulla sua storia che lo ha portato a diventare un mostro.

 

 

Charles Manson

Machiavellismo, narcisismo e psicopatia

Carismatico, narcisista e soprattutto grande manipolatore, Charles Manson è stato il leader di una setta chiamata “The Family” (“La Famiglia”) composta da circa 50 persone, perlopiù “problematiche” e dedite a musica, sesso, droga e crimini. Charles fu il mandante di svariati omicidi e veniva spesso considerato dai suoi adepti come la reincarnazione di Gesù Cristo e Satana insieme.

Non credo debba aggiungere altro. Per farti capire meglio di che personaggio si tratta, ti rimando alla famosa clip dell’intervista in cui alla semplice domanda: “Dimmi in una frase, chi sei.”, Manson risponde compiendo una serie di gesti ed espressioni ambigue prima di affermare: “Nessuno. Non sono nessuno. Sono un vagabondo, un barbone, un senzatetto. Sono un carro merci e una brocca di vino. E un rasoio affilato… se ti avvicini troppo a me.”.

Charles Manson ha avuto un enorme impatto sulla cultura pop: gli sono stati dedicati tantissimi film, serie TV, canzoni e il cantante Marilyn Manson ha persino creato il suo nome d’arte ispirandosi a lui.

Inoltre, purtroppo, è stato anche romanticizzato. Già, anche lui e più di quanto tu possa immaginare.

Molte persone lo vedono ancora oggi come “vittima di svariate ingiustizie” e fondano gruppi Facebook in suo onore. L’esempio più eclatante di questa sua “fandom” è quello di Afton Burton, una ragazza che nel 2014, all’età di 26 anni, dopo avergli mandato lettere per anni e anni, si sposò con lui mentre scontava ancora la sua pena in carcere. Manson ricevette lettere d’amore e ammirazione fino alla sua morte, avvenuta nel 2017.

 

 

 

 

Mostri o icone?

“O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo.” – Il Cavaliere Oscuro (2008)

Credo non ci sia nulla di male nell’avere come idolo e nel romanticizzare un personaggio di un film o di una serie tv “malvagio”. Nulla di cui preoccuparsi: nella stragrande parte dei casi, si tratta comunque di finzione.

Ma quando si tratta di persone reali, che hanno commesso davvero quelle “malvagità”, beh, credo ci sia da riflettere un po’ sulla questione.

Ti ho mostrato solo un paio di casi in cui il “dark triad appeal” ha avuto particolarmente effetto sul pubblico, ma ti assicuro che ne esistono più di quanti tu possa immaginare!

C’è anche chi ha fondato community in cui si idolatrano o giustificano degli school shooter (ovvero chi si rende protagonista dei “massacri scolastici”, specialmente negli Stati Uniti). L’esempio che ha fatto più scalpore negli anni è quello del massacro della Columbine High School per cui, nonostante sia avvenuto nel 1999, vengono ancora oggi creati contenuti e fanpage per “romanticizzarne” i responsabili.

La linea tra finzione e realtà è più sottile di quanto sembri. Sta a noi scegliere da che parte stare.

 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Nightmare – Dal profondo della notte.

 
 
 
 
A cura di: 

Daniele, studente sardo di comunicazione e user experience. Curioso in maniera smisurata, amo la mia isola, il design, le arti marziali e i videogiochi.

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