Lo scopo della comunicazione è trasmettere un messaggio e/o un significato ad un pubblico. Quindi nella comunicazione non esistono diversi campi, ma diverse tecniche, tutte finalizzate ad un unico scopo.
Forme e colori sono gli elementi primari per costruire un discorso visivo. Ultimamente per aggiungere efficacia comunicativa si è inserito un nuovo mezzo: la grafica animata.
“Motion Graphic” letteralmente significa Grafica in Movimento (e “Motion Design” più specificatamente indica la Progettazione del Movimento.)
Attraverso l’interpolazione di valori e parametri, è possibile animare grafiche, testi, illustrazioni, ma anche foto, clip video e qualsiasi altro materiale. L’animazione può essere costituita da grafiche isolate o combinate a riprese con oggetti e attori reali. In pratica, ora che forme e colori possono muoversi nel tempo e nello spazio, le potenzialità della comunicazione sono infinite.
Ciò che rende estremamente utile ed efficace questa tecnica, è la sua immediatezza comunicativa.
La fruizione del contenuto diventa più coinvolgente e il messaggio arriva in modo più diretto.
Il movimento infatti racchiude tante informazioni sull’oggetto che lo compie. Ad esempio: se vediamo una palla rimbalzare, in base alla spinta del contraccolpo e alla deformazione della sfera, riusciamo ad intuirne il peso e il materiale.
Storia e origini del motion design
John Whitney (regista americano considerato pioniere dell’animazione grafica) fu uno dei primi a riconoscere il potenziale di questa forma d’arte e successivamente a darle un posto nel mondo, chiamando la sua azienda Motion Graphics Inc.
Per realizzare le sue animazioni utilizzava un computer analogico, creato dalla conversione di un cannone antiaereo della Seconda Guerra Mondiale in banco ottico. I layout venivano posizionati su tre diversi livelli rotanti e fotografati da macchine multidirezionali (qualcosa di simile alle odierne macchine panoramiche). Il colore veniva aggiunto durante la stampa ottica. L’insieme delle produzioni create con questo strumento sono raccolte in Catalog (1961).
Negli anni ’50 elaborò animazioni di programmi televisivi e spot pubblicitari. Assieme al grafico Saul Bass, realizzò i titoli animati e le sequenze oniriche del film Vertigo di Alfred Hitchcock.
Saul Bass, a sua volta collaborava con Elaine Bass: assieme concepirono numerose produzioni, tra cui The Man With The Golden Arm (1955), Vertigo (1958), Psycho (1960) e Advise & Consent (1962). Il loro lavoro è caratterizzato da grafiche che nella loro semplicità trasmettono l’atmosfera del film.
Negli anni ’70, abbandonò il computer analogico a favore di processi digitali più veloci e tenne il primo corso di computer grafica alla UCLA.
La sua produzione di film digitali raggiunse l’apice con Arabesque (1975), caratterizzato da forme psichedeliche e colori in “progressione armonica”.
Dalla citazione di Vertigo in MadMan alla recente Casa di Carta, le intro di film/serie tv sono uno dei campi in cui tutt’oggi il motion design viene usato con maggior frequenza.
Inoltre, pensate alle sigle che introducono i telegiornali, le animazioni che precedono programmi televisivi (ad esempio le Olimpiadi), le grafiche negli spot pubblicitari, nei video musicali, in quelli esplicativi, nei reel per i social, le animazioni dei siti web, delle applicazioni,… le possibilità sono infinite.
Il software maggiormente utilizzato è After Effects: un programma della suite Adobe dalla schermata complessa e ostica, ma una volta compreso che tale difficoltà corrisponde al suo potenziale, apre letteralmente gli orizzonti della comunicazione quindi val la pena rimboccarsi le maniche per poterlo sfruttare.
Chi si occupa di motion design deve quindi avere numerose conoscenze tecniche ma anche prestare attenzione al mondo reale, per una corretta gestione del movimento nel tempo e nello spazio.
Per governare questi aspetti, si serve dei 12 principi dell’animazione la cui origine, ancora una volta, è cinematografica. Questi principi sono spiegati nel libro “The Illusion of Life” scritto nel 1981 da due dei “Nine Old Men” (gli storici animatori Disney): Ollie Johnston e Frank Thomas. Gli insegnamenti sono frutto del lavoro accumulato dagli anni ‘30, quando iniziarono ad animare i fumetti per tradurli in cartoni animati. Tutti e 12, seguono le leggi fondamentali della fisica. Non sono regole matematiche da applicare pedissequamente ad ogni lavoro, ma vanno dosati e selezionati a seconda dello stile dell’animazione. Utilizzarli in modo corretto fa la differenza tra una buona e un’ottima animazione.
In generale chi si occupa di comunicazione è una persona curiosa e fortunata, perché ogni lavoro che si presenta è un problema da risolvere, quindi un’occasione per imparare qualcosa di nuovo (così è nato il mio approccio al motion design).
IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM La donna che visse due volte (Vertigo).
A cura di:
Vanessa di Cristino. Nasco decoratrice e restauratrice. Mi trasferisco dall’altra parte del mondo per approcciarmi alla grafica. Rientro in Italia e lavoro nel reparto marketing di Fossil, dove apprendo l’organizzazione strutturata e definita di una multinazionale. Inizio ad aver sete del processo creativo quindi mi accosto al mondo delle agenzie, dove tutt’ora seguo qualsiasi progetto, dal ricevimento del brief alla creazione vera e propria, sia in formato digitale che cartaceo, sia in forma statica che dinamica. Lo scopo del mio lavoro è risolvere problemi (di comunicazione visiva) e la grafica è il mezzo per raggiungerlo.