Viviamo in un periodo in cui la rivoluzione tecnologica sta apportando significative modifiche ai nostri stili di vita. Tutto si muove velocemente, sembra che nulla sia destinato a durare e superare indenne il giro di boa. Qualcosa o qualcuno aspetta dietro l’angolo pronto a fare le scarpe liquidando come obsoleto ciò che è sempre apparso come una certezza. Sempre connessi a dispositivi mobili, ci muoviamo in una rete da cui attingiamo informazioni, contenuti ed emozioni. Dovrebbe essere un periodo d’oro per gli architetti del web e quei designer che per anni hanno combattuto in nome di un web a portata di click. Non è passato neanche un secolo da quando la sfida era mettere d’accordo più di due browser contemporaneamente maledicendo Internet Explorer e trascorrendo le ore a stanare bug. Ma il panorama idilliaco viene disatteso, come titolano molti blog di settore che parlano di un web design prossimo alla fine. Sarà come la musica, sarà come i dischi stampati in tiratura limitata, sarà come gli LP che, discograficamente parlando, oggi non hanno una ragion d’essere? La musica ora viaggia su piattaforme digitali aspettando che piovano milioni di visualizzazioni mentre hard disk miniaturizzati accumulano migliaia di titoli. Eppure questi sono gli anni in cui la musica avrebbe dovuto trionfare, perché c’è una colonna sonora per tutto e noi la portiamo appresso in ogni momento. La musica però non è morta e forse anche il web design è come la musica, sta mutando, percorrendo nuove strade.
 

Come è cambiato il web design?

 
Il modo di costruire siti internet è profondamente cambiato, come sono cambiate le priorità nello sviluppo. La compatibilità tra browser non è più un problema e semmai la sfida è nella progettazione multidispositivo che garantisca un’accurata esperienza di navigazione e di usabilità a prescindere dallo smartphone o tablet che usiamo. Il responsive design ha contribuito molto ad omologare le vesti grafiche dei siti internet soprattutto per le versioni mobile. Non penso che questo fatto ammazzi la creatività perché l’estro di un progetto non traspare, come avveniva in passato, dall’immagine di sfondo della pagina o dalla grafica pittoresca delle voci del menù. Oggi per essere creativi non basta allineare quattro righe di codice e conoscere alla perfezione il programma di grafica che magari ti accompagna da quando hai mosso i primi passi. Bisogna interfacciarsi con più strumenti con la consapevolezza che i mezzi e i tool non faranno più la differenza. Il web design è in continuo movimento e la sua evoluzione passa attraverso le nuove applicazioni che riscuotono successo online, i trend grafici che bisogna fare propri senza esserne vittima, le piattaforme social e la capacità di connetterle tra loro. Al centro di tutto ci sono i siti internet che ospitano ancora l’essenza di un progetto e di un’idea. Non c’è alcuna forma di antagonismo con le pagine social, ma solo un grande bisogno di sinergia. Il web designer deve sfruttare al meglio tutti gli strumenti che la rete gli offre perché il sito internet è comunicazione e per una progettazione efficace bisogna conoscere il linguaggio che le persone utilizzano. Le pagine web devono uscire dall’anonimato ed essere, come direbbe Seth Godin, “degne di nota”. Per questo motivo non credo che template a pagamento o CMS open source possano nuocere in alcun modo. Il web design moderno è votato alla trasmissione di esperienze uniche e personali dove lo studio dei particolari e la cura per la User Experience segnano la bontà di un lavoro. I materiali preconfezionati e pronti all’uso ormai non hanno più alcuna utilità perché il web richiede una forte dose di unicità senza la quale è impossibile ritagliarsi un giusto spazio. Il web design quindi non è morto, alla fine del film si è rialzato e continua a picchiare duro!

Ho invitato altri addetti ai lavori a condividere la loro opinione sull’argomento e sono rimasto piacevolmente sorpreso per la disponibilità dimostrata.
 

Il web design è morto?

 

Francesca Luciani

Il web design non è morto, si sta solo reinventando.
Ora è certamente impensabile andare dal norcino sotto casa e proporgli un sito con un tema originale fatto da zero. Ti tirerebbe le lombate di maiale dietro appena gli presenti il conto! Per cui cosa fai? Scarichi un bel tema da siti come ThemeForest e si personalizza a seconda delle esigenze del norcino. Ma così il web design muore stecchito! Non proprio. E’ vero, se ragionassimo tutti in questo modo, il web design morirebbe domani, ma non tutti amano prendere quella che sembra la via più facile, soprattutto i web designer. Alcuni di loro, non potendo combattere ad armi pari con gli smanettoni della domenica che scaricano e installano, hanno semplicemente deciso di sfruttare il problema a loro vantaggio: non producono più per un cliente, ma proprio per gli smanettoni scaricatori. I più lungimiranti si sono spostati sulla realizzazione proprio dei temi da vendere in stock. Ed ecco che il web design si è reinventato allontanando il giorno della sua dipartita. Tuttavia, facendo un giro su TF si vede la povertà delle idee, su 10 temi, 9 sono copie di se stessi. I web designer che li creano osano poco per paura di non vendere, per cui se vogliamo proprio fare il funerale a qualcosa dobbiamo appendere gli annunci mortuari con su scritto: “E’ morta l’originalità”.

 
 

Tommaso Baldovino

Tralasciando le definizioni e l’evoluzione del termine secondo le mode, è da qualche tempo che lavorare nell’ambito del web design richiede un’evoluzione professionale. Non è più sufficiente conoscere HTML e CSS per sopravvivere in questo settore: sono veramente pochi i professionisti che possono permettersi questo lusso. Il tema era stato sollevato anche in passato da Jeff Croft e Jeffrey Zeldman, e vista l’importanza avevo approfondito l’argomento in un mio articolo: Il web design è morto? Chi vuole lavorare in questo ambito ha solo una soluzione: trovare la propria carriera e specializzarsi. Ognuno di noi ha un ambito preferito, dal graphic design allo sviluppo front-end. È questione di puntare gli sforzi in una direzione precisa. Questo comunque non impedisce di allargare i propri orizzonti: ci sono numerosi ambiti che con il passare degli anni avranno sempre più punti di contatto con il web: chi già lavora in questo settore ha un vantaggio innegabile, ed è il momento di farsi trovare pronti alle sfide del futuro. È fondamentale progettare interfacce in grado di adattarsi a dispositivi di vario tipo e prepararsi alla diffusione dell’Internet of Things: limitarsi allo schermo di un computer non è più sufficiente.

 
 

Carlotta Silvestrini

Ne parlavo giusto ieri sera con un cliente aperto di mente. Il web design è morto allo stesso modo della SEO, di GooglePlus, di Facebook e di tutti quegli altri cadaveri che però nessuno ha mai visto passare. In realtà è morta la vecchia concezione del web design, o meglio del web designer. Non c’è più bisogno di “uno che ti fa il sito web”. C’è bisogno di uno che ti sappia mettere in pratica tutte le strategie necessarie a raggiungere un determinato obiettivo. Sono due cose ben diverse. Il web designer deve avere l’onestà di dirti che per il tuo progetto è preferibile puntare su un’applicazione, deve avere le competenze per creare un progetto adeguato all’utilizzo di campagne SEO, Ads e social, il tutto naturalmente in ottica di usabilità. Ti sembra poco? 😀
Onde motivo per cui io a breve lancio il restyling del mio sito con la mia nuova verticalizzazione che sarà relativa al digital branding e al restyling dei progetti già in essere. Non voglio “morire” insieme ai miei colleghi che si rifiutano di fare il famoso “salto”.

 
 

Davide De Maestri

Ci risiamo insomma, nel web ciclicamente qualcosa deve morire. Perché in fondo tutto dipende da che valore si dà al Web Design, da cosa si pensa che esso sia e da come lo si debba applicare in un progetto. Certo, se ci limitiamo all’aspetto tecnico o agli strumenti a disposizione dei web designer, la tecnologia fa passi avanti sempre rapidi ed è palese che oggi come oggi si possano realizzare siti web in breve tempo e con costi relativamente bassi. Il punto è però sempre lo stesso: tutto qui? Per questo, preso dall’ennesimo sussulto, mi è venuto in mente il concetto di Brand Oriented Design. Perché non aprirsi finalmente ad una visione più ampia della comunicazione per non ricadere in facili sparate? Certo, realizzare un sito in qualche ora avvalendosi di un template premium, e spingere tutto sulla vendita di un prodotto (o sulla lead generation) ha i suoi vantaggi, soprattutto nel breve termine. Ma un brand che vuole fare della qualità il proprio marchio ha bisogno che tutto, e dico tutto, ciò che ruota intorno alla propria immagine sia coerente, rifletta la propria mission in ogni sfaccettatura e sia immediatamente riconoscibile da chiunque ed in ogni dove. E siamo sicuri che questo, per quel che compete il web design, si possa risolvere grazie ad un template? La comunicazione è una forma d’arte, e l’arte non muore mai. Si trasforma.

 
 

Laura Gargiulo

Il web non è morto, né gode di una seconda giovinezza. Semplicemente segue l’andamento naturale delle cose e si evolve, modificandosi e se vogliamo sì, in questo periodo le nuove tecnologie lo portano a rivivere e rivisitarsi in centinaia di declinazioni ed usi possibili. Nuove idee + nuove tecnologie fanno l’evoluzione del web.
Per quanto riguarda il mercato e il lavoro, essendo per fortuna sempre in fermento, c’è sempre lavoro per tutti, ma in Italia nel 70% dei casi non viene adeguatamente retribuito o non gli viene dato il giusto peso. In questo senso non direi però che è il web ad essere morto, ma proprio l’Italia lavorativa.

 
 

Vincenzo Salonna

Di sicuro il web design non è più quello di 10 anni fa quando internet non era ancora così evoluto e complesso, e ancora non esistevano le figure specializzate. Ritornando agli albori ricordiamo la figura del web master che faceva tutto dalla a alla z. Con l’introduzione di nuovi linguaggi, tecnologie la figura di web master si è ramificata creando il web designer che progettava la struttura, la grafica e l’implementazione dell’html, css di un sito web. Oggi invece, causa la frenetica evoluzione di internet, la struttura di un sito web, la creatività grafica e lo sviluppo poi dell’html e css viene demandato a figure altrettanto specializzate anche perché ogni settore è così vasto che sfido un web designer ad eccellere in tutti e tre i campi. Quindi si, per me il web design inteso come quello di una volta non ha più motivo di esistere, farà la fine di chi una volta era web master dando vita a nuove figure professionali. Internet diventa sempre più complesso, sempre più vasto e questo “fortunatamente” fa in modo anche di creare figure specifiche che si specializzano nell’ambito scelto.

 
 

simone d’amico

Il web design non è morto, si è evoluto. Questa evoluzione ha permesso infatti di creare nuove figure professionali più specializzate e di evitare la centralizzazione di troppi compiti in un’unica persona. Finalmente si ha la possibilità di scegliere una strada ed approfondire e studiare bene un unico settore (ux design, graphic design, frontend development, backend development, ecc…). Una conoscenza sommaria di tutte le fasi di un progetto non paga più come qualche anno fa. Vorrei poter dire che non è morto il web design ma la figura del web master.

 
 

salvatore capolupo

A me francamente sembra una visione alquanto irrealistica e lacunosa… nel senso che, se è vero che la progettazione web tradizionale si sta integrando con framework non sempre immediati da utilizzare (penso a Zurb o a Bootstrap), e fermo restando una certa diffidenza da parte dei designer “tradizionali” nei confronti di questi modelli, credo anche sia indispensabile capire bene di cosa si parla. In più occasioni sento stroncare i nuovi strumenti come “castranti” della creatività, che invece otterresti progettando in modo classico la struttura di un sito, ma credo ci sia un equivoco di fondo legato alla scarsa comprensione della tecnologia da parte di soggetti improvvisati, forse con scarsa flessibilità mentale. Dire che “il web design è morto” è come dire che “la SEO è morta”: è un titolo ad effetto, che rispecchia un fondo di “crisi” dovuta alla diffusione esponenziale di nuove tecnologie che non fanno in tempo ad assimilarsi, ma dubito ci saranno “funerali” da celebrare nel breve periodo.

 
 

Anna Pallotti

Semplicemente credo che il cambiamento sia continuo, non solo una crescita ma un adattamento sia alle richieste degli utenti, che alle capacità e competenza dei designer e ai diversi supporti tecnologici facilitatori (mi riferisco ai framework) in loro possesso.

 
 
Sono alla cassa automatica del supermercato mentre penso alle prospettive future per chi come me lavora nel web. Il web design ha cambiato pelle e ogni allarmismo circa i suoi giorni contati alimenta solo diatribe da bar sport. Il web designer è ancora una figura centrale nella progettazione della rete e si sta evolvendo con essa. La persona che mi precede ha problemi con il codice a barre di una confezione di cereali e aspetta che qualcuno corra in suo aiuto. In questo momento sta pensando che se ci fosse stata una cassiera tutto questo non sarebbe successo. Ma le cassiere hanno fatto il loro tempo e sono state sostituite da moderne casse automatiche, forse l’evoluzione tecnologica ha ucciso anche loro?
 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM Psyco.
 

Partecipa alla discussione! 13 Commenti

  • tomstardust ha detto:

    Grazie Enzo per avermi contattato, è sempre un piacere confrontarsi e leggere altri pareri. Ne è venuto fuori un ottimo post.

  • Grazie per la citazione Enzo, è stato un piacere contribuire 😉

  • Grazie Enzo, contento di aver contribuito – un saluto 🙂

    :

  • Enzo Morandini ha detto:

    Vi ringrazio ancora per la collaborazione!

  • _panna ha detto:

    Grazie per l’invito 😉

  • Il web design non è morto è vero, il problema più grande sta nel far capire alle persone che è un lavoro vero e proprio !

    • Enzo Morandini ha detto:

      E’ un lavoro che richiede passione e soprattutto uno studio costante, l’obsolescenza è dietro l’angolo!!

      • Megan Scott ha detto:

        oblo…chè?!

        • Enzo Morandini ha detto:

          Non ho idea di cosa significhi, ma inserire termini complicati dà un tono al discorso…ahahah
          A parte gli scherzi, pensare di approcciarsi al web design come una decina di anni fa è impensabile. Tra qualche anno forse non esisteranno più i siti web e il nostro apporto magari si tradurrà esclusivamente in un lavoro di consulenza per le strategie di promozione da adottare sul web.

          • Megan Scott ha detto:

            –> inserire termini complicati dà un tono al discorso…

            Si si si, è vero… stanotte, poco prima di addormentarmi, pensavo a tutte quelle persone che per descrivere il proprio lavoro, si cimentano nell’elencare e accoppiare per bene, termini inglesi che nemmeno i più grandi tecnici inglesi userebbero… però servono quando vuoi (o speri) di fare bella figura.

            Riguardo il futuro, beh… che posso dirti…
            ci potremmo sempre occupare di “fish marketing” o di chissà cosa…

            In ogni caso, troveremo un escamotage e almeno 3 parole inglesi per descriverlo. ^_^

    • Megan Scott ha detto:

      Il problema è che adesso, chiunque può farsi un sito da solo (e GRATIS)..

      Questo grazie alla presenza di TANTI siti, che, a loro volta, ti permettono di creare siti.. (sempre GRATIS..)

      E tutto in maniera rapida, intuitiva e soprattutto GRATIS:
      scegli lo sfondo, scegli le sezioni, te lo personalizzi… e c’hai il tuo bel sito.

      Ed ecco che gente come noi finisce su “YouPorn” per ammazzare il tempo.
      (e NON “gratis”, in quanto paghiamo l’abbonamento per internet…) -.-

      • Megan quello che dici può essere vero solo in parte in quanto secondo una stima il 90% di coloro che creano un proprio sito web tramite wix o altri entro un anno chiedono aiuto ad un esperto perché comunque sia quello che all’inizio sembra gratis poi ha dei costi ben precisi e anche molto alti se si vuole più spazio e un proprio dominio; in secondo luogo l’indicizzazione SEO e l’ottimizzazione del sito gratis fanno praticamente schifo e se posso permettermi lascio qui il link di un mio articolo dove ne parlo “http://www.graphalia.com/sito-web-gratis/”. Resta comunque un problema che uccide il nostro lavoro almeno in parte e anche per questo forse bisognerebbe istruire di più le persone facendo capire loro che come un architetto progetta un immobile noi progettiamo il loro futuro sul web.

Lascia un commento

© 2015-2018 DIRTY WORK
Web Design Grafica Comunicazione