Il logo di una band, dopo la musica, è certamente un elemento che caratterizza l’immagine e l’immaginario del gruppo musicale stesso. Un elemento grafico da non sottovalutare perché è capace di restarti incollato alla memoria. A volte richiama un messaggio legato al testo di una canzone in particolare o alla filosofia della band, a volte invece si tratta di una serie di coincidenze che hanno portato alla sua genesi. In un precedente post ho parlato delle copertine degli album rock che hanno fatto storia. Anche i loghi di alcune band hanno fatto altrettanto diventando un marchio che non ha nulla da invidiare ai loghi corporate di grosse multinazionali. Ti racconto la storia di 5 band famose in tutto il mondo e di come sono nati i loro loghi e di quale significato nascondono.

 

 

 

Nirvana

storia del logo dei nirvana

Ci sono molte tesi che riguardano la nascita dello smile simbolo della band di Seattle. Alcune credibili, altre invece meno ma molto divertenti. L’ipotesi più accreditata sostiene che l’ideazione del logo dei Nirvana sia da attribuire all’insegna di uno strip-club di Seattle, il Lusty Lady. Qui infatti si può ritrovare una versione molto simile dello smile affiancato dalla frase: Have an erotic day!. Pare che a quei tempi il locale fosse una vera colonna portante della scena rock di Seattle. Art Chantry, nel libro Grunge is dead: Oral history of Seattle rock music racconta che per supportare le band dei propri ragazzi, infatti, molte ragazze racimolavano  qualche soldo extra ballando proprio in quel locale.

Un’altra tesi sulle origini del logo dei Nirvana pone l’accento sul suo carattere psichedelico. Lo smile con occhi segnati con due X e sorriso incerto rappresenterebbe infatti un uomo alterato, sotto l’effetto di droghe o alcool o forse l’espressione un po’ inebetita di uno spettatore ad un concerto della band. L’ipotesi più divertente per quanto improbabile, sostiene che il logo dei Nirvana altro non fosse che una simpatica rappresentazione di Axl Rose, cantante dei Guns’N’Roses, con cui a quanto pare non scorreva buon sangue.

Il logo dei Nirvana comparve solo un paio di volte e mai su nessuno dei loro dischi. La prima apparizione dello smile, probabilmente opera di Kurt Cobain, risale al 13 Settembre 1991. Venne utilizzato su un flyer per pubblicizzare un evento organizzato in occasione dell’uscita di Nevermind. La seconda volta invece viene impiegato nella t-shirt Flower Sniffin, Kitty Pettin, Baby Kissin Corporate Rock Whores associato al font Onyx.

 

 

 

 

Rolling Stones

storia del logo dei rolling stones

Il logo iconico Lips and Tongue dei Rolling Stones compare per la prima volta sull’album Sticky Fingers del 1971, con la celebre copertina che raffigura una zip apribile di un paio di jeans. Sebbene questa sia stata disegnata dal leggendario Andy Warhol, il logo non è da attribuire a lui. Nel 1969, gli Stones sono nel pieno dell’organizzazione del loro tour europeo che partirà l’anno seguente. Hanno bisogno di nuovi poster pubblicitari dalla grafica accattivante e irriverente. Insoddisfatti delle proposte della Decca Records, cercano ispirazione altrove. Approdano così al Royal College of Art di Londra dove incontrano il giovane John Pasche, studente all’ultimo anno. I suoi lavori in mostra in occasione della laurea colpiscono così tanto la band che insistono perché sia proprio lui ad elaborare il logo. Senza cadere negli stereotipi del periodo per cui la cultura indiana sembra essere l’unica esistente, Pasche propone la sua idea.

L’immagine è composta di due elementi che si ispirano alla grande bocca di Jagger e alla lingua della dea Kali presa da un quadro molto amato dallo stesso frontman degli Stones. Il risultato è costato solo 50 sterline, ma il suo messaggio è destinato a durare negli anni sopravvivendo a mode e rivoluzioni generazionali. Lo sbeffeggio, la ribellione contro le autorità, la trasgressione sessuale, la libertà sono espresse così vividamente dal lavoro di Pasche che i Rolling Stones rimangono entusiasti. Per questo motivo decidono di premiarlo pagandolo con altre 200 sterline e mantenendo il suo lavoro come logo ufficiale fino ad oggi. Nel 2008 la mitica Lips and Tongue entra a far parte della collezione dell’Albert and Victoria Museum per la cifra incredibile di oltre 50 mila sterline.

 

 

 

Queen

storia del logo dei queen

Quando Freddy Mercury progetta il logo ha alle spalle un diploma conseguito alla Ealing Art College di Londra. E’ determinato a trovare un compromesso tra un simbolo che rappresenti efficacemente i 4 componenti del gruppo e la regalità del nome. La scelta ricade su una composizione creata dall’unione dei segni zodiacali dei membri della band. Due leoni per Deacon e Taylor, due fate per Mercury, del segno della vergine e infine un granchio a simboleggiare il segno del cancro di Bryan May. Quest’ultimo è sormontato da una corona di fuoco e tutti e quattro si stringono intorno alla grande lettera Q mentre reggono la corona di sua maestà. La complessità di questo logo è arricchita ulteriormente dalla fenice fiammeggiante che con le sue ali protegge l’allegoria del gruppo.

Degno delle più grandi casate papali della storia, conosciuto anche col nome di Queen Crest, il logo dei Queen si lega indelebilmente al destino delle loro canzoni. Un simbolo grafico che incarna un’immagine di sfarzo e grandezza con il desiderio di ambire all’immortalità, così come si è sempre augurato Freddy Mercury.

 

 

 

Nine Inch Nails

nine inch nails realizzazione logo

Non si sa precisamente se Trent Reznor si riferisse alle unghie di Freddy Kruger o ai chiodi con cui è stato crocifisso Gesù. L’unica cosa certa è che il nome della band di Mr. Self Destruct è semplice da abbreviare e rimane impresso nella memoria delle persone. Lo stesso discorso vale per l’aspetto visuale. Probabilmente le immagini che accompagnano i suoi dischi non saranno facili da ricordare tra scenari industrial e foto con ingrandimenti macro, ma il logo dei NIN troneggia sempre e comunque.

La semplicità, l’utilizzo di caratteri ben definiti e l’alternanza di bianco e nero fanno di questa grafica un efficacissimo ricordo fotografico. L’acronimo, racchiuso da una cornice a contrasto e la seconda N specchiata, è stato realizzato da Gary Talpas e lo stesso Reznor. Hanno tradotto in simbolo tutta l’estetica dei Nine Inch Nails, un’incisione industriale che è diventata virale tra i fan della band. La prima apparizione del logo avvenne con Down in it nel 1989. Secondo Reznor ricordava la soluzione tipografica adottata da Tibor Kalman nel noto album dei Talking Heads Remain in light, con le sue A rovesciate e il carattere geometrico, chiaro e ben definito.

 

 

 

Kiss

storia del logo dei Kiss

Il logo dei Kiss è ormai un brand commerciale che fattura quasi un miliardo di dollari. Lo troviamo su qualunque genere di gadget, dalle lunchbox alle carte di credito passando per i preservativi. In ogni parte del mondo puoi trovare un oggetto marchiato a fuoco con queste quattro lettere. L’idea è stata sviluppata dal chtarrista Ace Frehley all’indomani del suo ingresso nel gruppo. La band aveva appena cambiato il suo nome da Wicked Lester a Kiss, appunto.

Frehley disegnò le due S finali come due fulmini con l’intento di trasmettere la potenza della musica della band anche attraverso la grafica del logo. I Kiss non godevano di buona fama tra genitori e gruppi religiosi e questa trovata non fece che peggiorare la loro reputazione. Infatti in quella semplice parola bacio non si intravedeva un messaggio di amore e fratellanza, ma piuttosto l’acronimo di Kids in Service of Satan. L’associazione tra il nuovo aspetto delle S finali e la sigla del gruppo nazista delle SS non tarda poi ad arrivare. Nel 1979 in Germania, dove la sigla SS è ormai vietata per ovvi motivi, il logo dei Kiss si trasforma con un carattere più arrotondato, eliminando così le spiacevoli coincidenze con il braccio armato di Hitler.

 

IMMAGINE DI COPERTINA TRATTA DAL FILM School of Rock.
 

Leggi anche…

copertine più belle di tutti i tempi

LASCIA UN COMMENTO

© 2015-2022 DIRTY WORK
Web Design Grafica Comunicazione